Inefficiente il modello di contrattazione basato sui contratti collettivi nazionali di lavoro

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori liberali e deputato di Forza Italia

Ha fatto bene il Governatore di Bankitalia a sottolineare quest’oggi che la vera anomalia italiana è rappresentata dai bassi salari. Sono i salari, non la precarietà la vera emergenza del nostro sistema occupazionale. Ma la colpa è innanzitutto di un modello di contrattazione inefficiente, fondato sul contratto collettivo nazionale, che produce, per le sue stesse caratteristiche, un livellamento burocratico delle retribuzioni e che è incapace di favorire la crescita salariale, dove ve ne siano le condizioni economiche. Nella sostanza, la colpa è dei sindacati confederali, che privilegiano un sistema contrattuale che garantisce il loro ruolo, ma danneggia economicamente i lavoratori.
Se questo sistema contrattuale fosse efficiente, non si sarebbe potuto dare il caso (che ha fatto grande notizia negli scorsi giorni) di un imprenditore che, per generosità e filantropia, aumenta il salario del 20% ai propri dipendenti. A costringerlo a questo atto, di cui esistevano i margini economici, avrebbe dovuto pensarci un sindacato capace di negoziare in forma flessibile: un sindacato, insomma, che accettasse quello locale e aziendale come luogo “naturale” della trattativa salariale.
La via per avere un aumento delle retribuzioni è opposta a quella indicata dai sindacati: contratti aziendali e locali, flessibilità salariale, legame fra retribuzioni e produttività del lavoro.

Roma, 26 ottobre 2006