Celebriamo l’8 Novembre

Legge 117 : il più grande inganno mai perpetrato ai danni del Popolo sovrano

di Alessio Di Carlo, da l’Opinione del 24-10-2007

Vent’anni sono trascorsi da quando gli italiani furono chiamati alle urne per via referendaria per dire la loro sulla introduzione del principio di responsabilità dei Magistrati. Era l’8 novembre 1987, una valanga di sì, oltre venti milioni, con una percentuale di consenso superiore all’80%, aprì la strada alla cancellazione di uno dei privilegi più odiosi ed irragionevoli di cui la Casta togata godesse. Legge doveva essere, quindi, e legge fu: appena sei mesi dopo venne approvata dalle camere la L. n. 117 del 13 aprile 1988, solennemente intitolata “Risarcimento dei danni cagionati nell’esercizio delle funzioni giudiziarie e responsabilità civile dei magistrati.” Sembrava cosa fatta, con l’affermazione di un principio per il quale sarebbe forse dovuto bastare il semplice buon senso anziché scomodare il popolo sovrano. Senonché, ben presto ci si rese conto che quello che si era consumato con la Legge 117 altro non era se non il più grande inganno mai perpetrato ai danni del Popolo sovrano: una vera e propria truffa, un bavaglio normativo, un capolavoro burocratico, un caso da manuale su come imbrigliare tra ganasce procedurali e limiti normativi la possibilità concreta che un magistrato potesse essere chiamato a rispondere degli errori commessi.
Vent’anni sono passati dall’approvazione di quel referendum, poco meno dalla promulgazione della legge, senza che se ne sia registrato un solo caso di applicazione concreta. Si è già detto in qualche occasione della necessità che un grande movimento di opinione si ponga a base di una stagione di riforma radicale del sistema giudiziario italiano: quale migliore occasione, allora, se non quella di manifestare, proprio l’8 novembre 2007, in occasione dei venti anni dal referendum, per chiedere l’approvazione di una nuova norma che renda giustizia alla volontà espressa dagli Italiani? Venti anni è un lasso di tempo talmente lungo da permettere che perfino nelle Aule di Giustizia di giunga a compimento di un processo. Basteranno venti anni perché nelle Aule della Politica si renda giustizia alla volontà espressa dai cittadini?


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