Englaro: Della Vedova, Sentenza importante, valorizza il consenso informato

Bene Cassazione, ora occorre buon senso anche da parte del legislatore

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e  deputato di Forza Italia

Dalla sentenza della Cassazione sul caso di Eluana Englaro si evince che, anche in assenza di precise disposizioni normative, i principi che disciplinano il rapporto tra medico e paziente non escludono affatto la possibilità di sospendere un trattamento sanitario, anche quando il paziente versi in uno stato di incoscienza, purché questo corrisponda inequivocabilmente alla sua volontà.
Non c’è bisogno, insomma, di una nuova legge per riconoscere al paziente in una condizione irreversibile (e tale definita secondo i criteri di cui la medicina dispone) diritti il cui esercizio non sia affidato unicamente alla valutazione arbitraria di terzi.
A questo punto, occorre buon senso anche da parte del legislatore. Disciplinare il testamento biologico non significherebbe una rottura eversiva dei principi cardine dell’ordinamento giuridico. Significherebbe semplicemente inserire un elemento di certezza del diritto in una materia che non può essere affidata di volta in volta, magari con esiti contrastanti, alla decisione di un tribunale.

Roma, 16 ottobre 2007


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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