Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia

Sono molto lieto di aderire e di partecipare domani alla manifestazione per la libertà e la democrazia in Birmania, promossa dall’Udc.
Non c’è dubbio che la profonda impressione suscitata nell’opinione pubblica italiana dalla lotta nonviolenta guidata dai monaci buddisti non si è ancora tradotta, nel nostro paese, in una vera mobilitazione politica. E della mobilitazione internazionale il movimento democratico birmano ha quanto mai bisogno, poiché la stessa mediazione delle Nazioni Unite, viste le spaccature all’interno del Consiglio di Sicurezza, non sta sortendo risultati significativi.
Per altro verso, penso che quella offerta della crisi birmana sia l’ennesima occasione per misurare, da una parte, l’affidabilità democratica dell’amministrazione americana – in prima fila, fin dal primo istante, contro la giunta militare di Rangoon –  e, dall’altra, l’ambiguità dei governi russo e cinese, che della giunta birmana continuano ad essere i maggiori sostenitori e “protettori” anche in sede Onu.

Roma, 2 ottobre 2007