Sugli aspetti istituzionali (poteri premier, numero parlamentari) la posizione del Governo è grottesca

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Dal punto di vista politico la Finanziaria che esce dal Consiglio dei Ministri è tutto fumo e niente arrosto. I nodi politici fondamentali (pensioni, welfare, aliquote sui redditi da capitale) sono stati rinviati o stralciati, al solo fine di guadagnare tempo e rinviare il momento della decisione.
E’ evidente che se il Governo rinvia l’adozione di un accordo (come quello sul welfare) che in teoria ritiene blindato è perché non ha né la forza politica né i numeri per difenderlo nel Parlamento e nel paese. Il rinvio è l’annuncio di ulteriori peggioramenti di un accordo già di per sé negativo per l’economia italiana e per la finanza pubblica.
Quello che poi sta accadendo sulla tassazione del risparmio è pericolosissimo e gli “apprendisti stregoni” della sinistra non se ne rendono neppure conto. Per il nostro mercato finanziario rischia di essere non solo dannoso, ma letale, il fatto che da un anno e mezzo tutti gli operatori siano esposti ad un tam tam di annunci e smentite (con proposte di aliquote che variano a seconda delle ore e delle occasioni). L’unica cosa seria che il Governo dovrebbe fare è annunciare ai mercati che il “dossier” sul risparmio viene definitivamente chiuso. Questa scelta non tranquilizzerebbe solo, come pensano i vetero- comunisti, i grandi fondi di investimento, ma anche (e soprattutto) i piccoli risparmiatori. A questo atto di responsabilità e chiarezza l’esecutivo deve essere costretto da una durissima opposizione parlamentare.
Quanto all’ipotesi di riduzione del numero dei parlamentari e di un rafforzamento dei poteri del premier è semplicemente grottesco che ad avanzarla sia una maggioranza che sostiene il Governo più pletorico della storia repubblicana e che ha boicottato la riforma costituzionale approvata nella scorsa legislatura, che conteneva entrambe le misure di cui si chiede, ora, l’introduzione.

Roma, 29 settembre 2007