Al rimorchio in spiaggia? Meglio su Internet

Crolla il mito delle vacanze come occasioni d’incontro. Più facile conoscersi sul web che tra gli ombrelloni

Da Corriere.it

MILANO – Rimorchiare in spiaggia? Lasciate perdere. Molto meglio cercare l’anima gemella su Internet. In chat e sui siti delle community che affollano la Grande Rete. A sentire infatti «Riza Psicosomatica», è crollato il mito dell’estate e degli amori che nascono sotto l’ombrellone.

Nel corso dell’anno si conoscono più persone nuove su Internet che in vacanza. L’ossessione di essere brillanti a tutti i costi; la fatica a nascondere i difetti fisici; lo sforzo di rilassarsi e di non trovare subito la cosa giusta da dire: è così che conoscersi e sedurre diventa quasi una «mission impossible». Soprattutto in spiaggia dove, oltre che dai raggi del sole, ci si deve proteggere anche dalle proprie paure e insicurezze. Il quadro, disarmante per i don giovanni da spiaggia, emerge da una ricerca realizzata della rivista Riza Psicosomatica, in edicola in questi giorni, che ha analizzato le crescenti difficoltà degli italiani rispetto alla comunicazione con gli altri individui. Lo ha fatto intervistando 960 connazionali, maschi e femmine (46% e 54% rispettivamente) di età compresa fra i 25 e i 50 anni. E le sorprese non sono mancate.

Il primo dato è già di per sé eloquente: se la maggior parte degli italiani (59%) incontra durante l’anno dalle 20 alle 50 persone nuove, la percentuale cala drasticamente quando si tratta di andare oltre il primo incontro. Ebbene, più della metà delle risposte conferma questo trend: in media su 30 incontri si riesce a continuare la relazione con massimo 3 individui. Solo una minima parte di italiani (un risicato 7% di «supersocializzanti») dà seguito al primo incontro con almeno 10 persone su 30. I luoghi dove si fa più facilmente conoscenza con persone nuove sono innanzitutto le situazioni di lavoro (27%), ma Internet è sempre più in ascesa (23%), mentre supermercati e centri commerciali sono al terzo posto (19%). La palestra e i momenti dedicati allo sport sono al quarto (12%), mentre solo un italiano su 10 afferma che è in vacanza che alimenta più che altrove il giro delle sue conoscenza.

«In un mondo in cui i rapporti interpersonali diventano sempre più virtuali – spiega Raffaele Morelli, direttore di Riza Psicosomatica – in cui si utilizzano sms per rompere una relazione, chat e telefoni per qualsiasi conversazione, la capacità di mettere in gioco la propria faccia sta venendo meno». Il fatto è che quando una persona nuova ci rivolge la parola le reazioni sono le seguenti: si cerca di mostrarsi il più possibile brillanti (29%), si tenta di nascondere i propri difetti fisici (17%), ci si irrigidisce (14%). Un italiano su tre (29%) arrossisce facilmente, il 26% è incapace di guardare negli occhi l’altro, il 13% si morde le labbra e il 9% inizia a mangiarsi nervosamente le unghie. Reazioni dovute a comportamenti fastidiosi da parte dell’altro sesso: lei non sopporta l’eccesso di contatto fisico (31%), gli sguardi insistenti (26%) o le risate esagerate (18%); lui va in tilt per gli sguardi troppo aggressivi (29%), per le pose eccessivamente sexy (24%) o per una reazione giudicata troppo rigida (19%).
Sarà che gli sguardi di uomini e donne fanno fatica a incrociarsi, se è vero che in spiaggia gli occhi di lui si puntano innanzitutto – nell’ordine – sul seno (29%), sul sedere (28%) e sulle gambe (18%). Quelli di lei sul viso (26%), sulle mani (24%) e sugli occhi (21%).


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