Pannella e il Partito Democratico

Non c’è più traccia di quella proposta fatta da Pannella negli anni ’90

Di Luca Bagatin

Sono tutt’altro che un sostenitore del Partito Democratico, anzi, diciamo pure che ne sono un fiero avversario.

Il Partito Democratico all’italiana rappresenta infatti la sommatoria di postcomunisti e di postdemocristiani con alle spalle la grande industria e l’alta finanza al punto che in quegli ambienti ci fu chi già più di un decennio fa propose tale grande alleanza, tale rinnovato compromesso storico.

Ci fu però anche chi nei primi anni ’90 propose un "Partito Democratico all’americana" fatto di laici, liberali, ambientialisti, antiproibizionisti e socialisti.
Lo fecero Marco Pannella e i radicali.
Caduta la Prima Repubblica e venendo a mancare i cinque partiti democratici storici (Dc, Psi, Psdi, Pri e Pli) che, nel bene o nel male governarono questa nostra Repubblica dal dopoguerra, un’alternativa laica e liberale poteva farsi largo e così ecco che nacquero i convegni per il Partito Democratico aperti dalla "Lista Pannella per il Partito Democratico", appunto.

Oggi Marco Pannella pare quasi rilanciare quel progetto ed infatti lancia provocatoriamente (per quanto forse un po’ strumentalmente, ma ciò poco importa) una raccolta di firme popolare per essere eletto Segretario Nazionale del Partito Democratico ed alla quale personalmente, pur non illudendomi, mi sento di aderire con entusiasmo.

Se utopisticamente l’impresa avesse successo il compromesso storico dei "nuovi" Dc e dei "nuovi" Pci sfumerebbe ed avremo alla guida del Democratic Party of Italy un laico liberale e libertario. Oltre che naturalmente un anglosassone che un progetto Democratico ha sempre sostenuto.

A quel punto penso proprio che non potrei fare a meno di votare ed invitare a votare codesto Partito che potrebbe forse essere un’alternativa all’attuale monopartitismo imperfetto.

Nell’agosto 1999, durante la campagna per i referendum liberali e liberisti lanciata dai radicali, ricordo che sulla stampa locale di Pordenone scrissi un articolo dal titolo "Base per il Partito Democratico" nel quale invitai i radicali a rilanciare non solo i temi liberali in economia, ma anche quelli relativi ai diritti civili ed individuali oltre che ambientiali e sociali. E conclusi il pezzo dicendo che un Partito Democratico all’americana con all’interno laici, liberali e socialisti avrebbe potuto candidarsi quale oppositore alla conservazione berlusconiana e di questa sinistra istituzionale all’italiana (Ds in primis).
Oggi è forse tempo di riprendere in mano quella vecchia battaglia, magari avendo il coraggio di rilanciare il vecchio sogno azionista di Giustizia e Libertà: il Partito della Democrazia Laica.


Comments are closed.