Usa, il «paradiso fiscale» di casa Brown

Elaine e Ed Brown una dentista e un ex sterminatore di topi: si sono barricati per non pagare al fisco 1 milione e 900 mila dollari

Da Corriere.it

NEW YORK – In America, dove lo Stato fa rispettare le leggi sul serio, chi non paga le tasse finisce in galera. Giusto? Mah, fino a un certo punto. Valentino Rossi, accusato di evasione fiscale in Italia, potrà trovare forse qualche conforto riflettendo sul caso di una coppia di americani, marito e moglie. I due, pur di non pagare le tasse, da un paio di mesi vivono barricati in una casa che sembra un fortino, tenuti d’occhio ventiquattr’ore su 24 da squadre dell’FBI munite di binocoli e fucili con il mirino. La strana coppia risiede a Plainfield, un piccolo borgo di 2200 abitanti nel New Hampsire. Lei si chiama Elaine Brown, ha 66 anni e di professione fa la dentista, con tanto di studio medico attaccato alla villa, che si trova nel mezzo di un’area di una ventina di ettari, in posizione isolata. Il marito, Ed Brown, 64 anni, sembra un personaggio venuto fuori dal film «Il cacciatore» con Robert De Niro, anche se è semplicemente un acchiappa-topi in pensione, utile lavoro che gli americani, per nobilitarlo, descrivono con il minaccioso nome di «exterminator».

CONDANNATI – L’assedio dell’IRS (Internal Revenue Service) è incominciato perché i due coniugi, «per una questione di principio», si rifiutano di rispondere ai numerosi solleciti dovuti al fatto che, a partire dal 1996, Ed Brown e sua moglie, pur continuando a guadagnare non hanno più pagato le tasse né presentato la dichiarazione dei redditi. Secondo gli ispettori del fisco, i redditi non dichiarati (che in massima parte sono quelli della moglie dentista) ammontano con gli interessi a 1 milione e 900 mila dollari, corrispondenti a 1.400.000 euro. A un certo momento, dato che Mr e Mrs Brown respingevano la posta del fisco al mittente e non rispondevano alle telefonate degli ispettori, come la legge prevede negli Stati Uniti, è scattata la denuncia penale. E dal momento che nessuno dei due si è presentato dal giudice, la dentista e lo sterminatore di topi sono stati condannati a cinque anni di reclusione.

LEGITTIMA DIFESA – Fin qui, si potrebbe concludere, tutto secondo le regole. Ne aveva fatto le spese del resto, all’epoca dei famosi anni ruggenti della Chicago del proibizionismo – ma per un ammontare molto più consistente – anche Al Capone, che pur essendo sempre riuscito a nascondere le prove della sua attività criminale, per una questione di tasse non pagate era finito in prigione. Ma gli agenti del fisco e i giudici non avevano fatto i conti con l’ostinazione dei due non-contribuenti. Buttate nella spazzatura anche le lettere del tribunale, il combattivo Ed Brown, che come alcuni milioni di americani per «legittima difesa» tiene in casa delle armi da fuoco, regolarmente registrate e con tanto di porto d’armi e permesso ufficiale, ha esposto ai confini della sua proprietà dei cartelli di avvertimento con la scritta: «Proprietà privata. Divieto assoluto di accesso. Si sparerà a vista. sorveglianza armata». E dato che sia lui, sia la moglie, sono ottimi tiratori, e la legge negli Stati Uniti permette in molti casi di aprire il fuoco contro qualunque intruso o possibile malintenzionato – perfino se sprovvisto di armi – la saga dei due evasori fiscali va avanti.

SENZA LUCE E POSTA – Inutilmente le autorità, non volendo rischiare una sparatoria, hanno cercato di far venire i coniugi Brown a più miti consigli. Hanno tagliato la luce, ma i due vanno avanti lo stesso con i pannelli solari, e hanno anche sospeso la posta, tagliato il cavo di Internet e il telefono fisso. Ma la dentista e l’acchiappa-topi per le comunicazioni se la sono sempre cavata con il Bluetooth e con i telefoni cellulari prepagati. Così l’assedio del fisco, con i poliziotti armati che non possono entrare nella proprietà privata dei Brown né tantomeno sparare, per non trasformare la faccenda dell’evasione fiscale in un caso di violazione di domicilio e in un Western, è già diventato un autentico circo, con tanto di elicotteri che svolazzano a bassa quota di notte per impedire possibili tentativi di fuga e disturbano il sonno ai vicini. Ci sono perfino i «pellegrinaggi» di gente, che si avvicina con cautela alla villa (preceduta da messaggi trasmessi con il cellulare) sventolando una bandierina e viene a portare messaggi di solidarietà, cibo, schede telefoniche e altri generi di conforto: perfino scatole di munizioni per i fucili.

TAX PROTESTORS – Ed Brown e sua moglie così, con il tempo che passa, diventano sempre più tracotanti. «Ma quali evasori! – esplode lo sterminatore di topi -. Noi siamo la prima linea della protesta fiscale. Questa non è più America, è comunismo al cento per cento…». Secondo gli esperti del fisco, in realtà, il cosiddetto movimento dei «tax protestors» ammonta a non più di 250-500mila casi, ovvero su 60 milioni di contribuenti a meno dell’1%. Resta comunque la faccenda imbarazzante del «circo», che sta esasperando la popolazione di Plainfield e mette in ridicolo le autorità. Di tanto in tanto, con la dovuta cautela, gli uomini dell’FBI tentano di avvicinarsi alla villa per «ragionare», ma vengono accolti da una raffica di fucilate (legali) di avvertimento e devono tornare indietro. Gli ordini, come è ragionevole, sono di evitare gli spargimenti di sangue e di tentare con ogni mezzo la strada della persuasione: o il pagamento delle tasse con gli interessi, o i cinque anni di carcere. Ma la strana coppia non ci pensa neppure. «Noi non paghiamo e non ci muoviamo – insistono Elaine e Ed -. Che si facciano avanti con i loro fucili e li usino, se hanno il coraggio. Questa è casa nostra. Da qui usciremo soltanto morti». Il Western continua. Per un pugno di dollari. Anche se in questo caso sono parecchi di più.


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