Nella partita interna alla maggioranza dominano i comunisti, riformisti all’angolo e Prodi ridotto al silenzio. Stupisce che Rutelli e Bonino non reagiscano.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia.

Il segretario di Rifondazione Comunista Giordano usa parole diverse (il che non è un fatto marginale), ma in fondo la pensa come Caruso: la Legge Biagi è la causa di ogni male per i lavoratori italiani e quindi va “radicalmente” modificata, cioè cancellata.
Alla base dell’ultimatum a Prodi, vi è la stessa falsità utilizzata da Caruso, cioè che sarebbe stata la flessibilità del lavoro a minarne la sicurezza e a determinarne la precarietà. Ovviamente è vero il contrario, cioè che, tornare ad una antistorica e granitica rigidità nel mercato del lavoro, di cui l’articolo 18 è l’emblema, significherebbe peggiorare la condizione occupazionale e lavorativa di donne e giovani, ma a Giordano la realtà interessa assai meno dell’ideologia.
Nella partita interna alla maggioranza è sempre più chiaro che a dominare sono i comunisti, che puntano ad imporre la propria agenda al Governo, pena la sua caduta. I riformisti, sulla Biagi, come sul welfare e le pensioni sono all’angolo e il loro unico tentativo – inutile – è quello di arginare i danni. Prodi assiste in silenzio alla deriva conservatrice e antiliberale del suo Governo, il che non stupisce. Stupisce, invece, che ministri come Rutelli e Bonino, le cui posizioni sulla Biagi e sul mercato del lavoro sono note, non reagiscano.

Roma, 13 agosto 2007