La nuova iniziativa dei Riformatori Liberali

Di Barbara Alessandrini Da L’Opinione del 3 agosto

Anche per la Casa delle libertà è suonata la sveglia in materia di ecologismo. Nel giro di pochi mesi l’ ‘ambiente mania’ ha contagiato, meglio tardi che mai, anche il centrodestra, finora decisamente poco incline ad occuparsi di questioni ambientali se si esclude l’impegno puramente personale di alcuni sparuti deputati e i saltuari interventi politici legati quasi sempre ad una qualche contingente emergenza. La determinazione a dare continuità e solide basi all’impegno ambientalista è dunque per la Cdl una novità. Obbligata, perché incalzata anche dal monopolio indiscusso e paralizzante che, in materia, hanno tesaurizzato in termini di perenne contrapposizione e contestazione, i Verdi. Un vuoto, quello delle politiche ambientali nella Cdl che i Riformatori Liberali sarebbero, almeno nelle intenzioni, pronti a colmare, dando un taglio ai consolidati ideologismi protestatari di chi nel centrosinistra giustifica la propria esistenza politica rinnegando qualsiasi forma di progresso. Ne parleranno oggi alle 12.00 a Palazzo Giureconsulti a Milano, in una conferenza stampa dal titolo “Una politica liberale sull’ambiente.

Concorso di idee per il programma del centrodestra” il presidente dei Riformatori Liberali e deputato di FI Benedetto Della Vedova e l’assessore alla Mobilità, Trasporti e Ambiente di Milano Edoardo Croci. Al centro dell’iniziativa la presentazione della campagna “Più Azzurro Più Verde”, che, in questa prima fase, ma c’è da sperare nell’intento interattivo cui si ispira il progetto, si incardina sull’appello a chiunque sia interessato a far conoscere il suo punto di vista, le sue ipotesi di intervento o semplicemente i propri spunti di riflessione, ad inviare al sito dei Riformatori liberali (www.riformatoriliberali.it) il proprio contributo. Ad una condizione: che sia animato da un approccio liberale alle politiche ambientali. Della Vedova ritiene “positivo che nel centrodestra si intensifichino le iniziative per togliere il monopolio sull’ambiente al centrosinistra condizionato dalle posizioni massimaliste dei verdi. Noi abbiamo tenuto in cantiere e lavorato a questa iniziativa per proporre un concorso di idee con chiunque abbia anche solo un punto programmatico di politica ambientale liberale. L’obiettivo è quello di scegliere le proposte migliori e a nostra volta proporle nel programma della Cdl”.

Che la qualità ambientale debba essere un punto centrale nel programma di centrodestra i Rifformatori Liberali sono convinti. Il punto è che “deve essere perseguito – spiega ancora Della vedova – non in contrasto e opposizione allo sviluppo economico e all’innovazione tecnologica, come ad esempio sul fronte della produzione energetica che merita una riflessione sul ritorno al nucleare. Oppure riguardo alla devastante emergenza rifiuti che dovrebbe essere affrontata senza contrapposizioni alle nuove tecnologie di smaltimento come gli inceneritori. Questo senza nulla togliere alla raccolta differenziata che da sola, però, non è sufficiente alla soluzione di un problema di così ampia portata”. Oltre all’ “uso integrato delle tecnologie” Della Vedova investirebbe anche sulla “ possibilità di puntare sugli strumenti economici così come è stato fatto a Milano con la ‘Congestion Charge’ ( la tassa sull’inquinamento per i veicoli).

Quello di cui si parla oggi è dunque un vero e proprio culturale che consiste “nel passare dalla contrapposizione tra l’ambiente e la tutela ecologica e lo sviluppo economico e tecnologico alla loro fusione”. Si tratta di una utile se non indispensabile sfida che potrebbe contribuire a dare un’alternativa, quando si affrontano i problemi legati all’ecosistema, alternativo al fronte del No sempre e comunque che da decenni, sotto il vessillo dell’ecologismo duro e puro, sta inchiodando il paese ad una folle arretratezza spacciata per essere l’unica via e il giusto ed inevitabile prezzo da pagare a salvaguardia della tutela ambientale. Tutto questo, assumendo la unidirezionale prospettiva dei cavalli muniti di paraocchi di fronte, tanto per citare un esempio, all’aumentare delle chilometriche e praticamente immobili code di macchine, quelle sì inquinanti, evitabili con l’allargamento di alcuni tratti di strade consolari. Un esempio o per tutti: l’Aurelia. Ma per carità siamo di fronte all’emblema della lotta verde che non vuole contare, tra l’altro, l’elevato numero di vittime che ogni anno quella, ed altre strade mietono. Ambiente è anche salvaguardia delle vite umane.


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