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DPEF: Intervento in Aula di Benedetto Della Vedova

Signor Presidente, onorevole relatore, onorevole sottosegretario, mi si consenta una battuta, che rischia di essere rituale e burocratica.
Tutte le volte che iniziamo la discussione sul DPEF – cosı` come quando si inizia e si chiude la discussione sulla legge finanziaria – affermiamo (credo che valga per tutti): mai piu` cosı` !

In realta` , poi, ci ritroviamo a consumare questo rito un po’ stantio del DPEF, senza che alcuno di noi, onorevole relatore, abbia particolare fiducia, non tanto sulla qualita` , ma sull’efficacia del lavoro che svolgiamo. Credo che, prima che finisca la legislatura, signor Presidente, bisognerebbe davvero riuscire, coralmente, a svolgere una riflessione sulle procedure di bilancio, sul DPEF e anche sulla legge finanziaria.
Venendo al DPEF, ho ascoltato, come sempre, con attenzione le parole dell’onorevole Ventura, che ha cercato di delineare un quadro d’insieme; credo che, al contrario, l’unica cosa che e` doveroso e importante fare sia concentrarsi sui pochi aspetti pregnanti presenti nei DPEF in generale, e quindi anche in questo documento, ossia sui numeri.
Do atto al Governo di aver considerato (a rischio di fare, per le ragioni che poi diro` , una sorta di inconsapevole autogol) nel DPEF – che, come sappiamo, si predispone a legislazione vigente – anche quelle spese e quegli impegni che, per prassi o anche sul piano politico, il Governo intende recepire nel prossimo triennio. Pertanto, e` chiaro che questo DPEF – ben lungi dall’essere in qualche modo neutrale – prefigura una manovra da una ventina di miliardi di euro, come e` gia` stato detto. Ritengo che questo sia il nodo centrale e il problema su cui discutere. Infatti, la soluzione che il DPEF fornisce rispetto a questi impegni di spesa di venti miliardi, onorevole Ventura, e` del tutto inaffidabile e inconsistente; si afferma, cioe`, che questi venti miliardi di spesa non sono a legislazione vigente – avremmo detto un tempo, in qualche modo, a politiche invariate – ma essi verranno reperiti attraverso tagli di spese.
Perche´ dico che cio` non e` credibile? Non lo sarebbe in generale, nella storia del Paese, ma non lo e` rispetto a quanto avete fatto tre giorni fa con il famoso decretolegge sul « tesoretto ». E` stata una grande operazione di marketing l’aver definito un grave errore di previsione (voluto o meno) sulle entrate tributarie con un termine cosı` edulcorato e gradevole come « tesoretto ». In realta` , e` stato un grave errore di previsione sulle entrate, che vi ha consentito di scaricare sui contribuenti maggiori oneri per finanziare le spese che stavate inserendo nella legge finanziaria, fingendo o non capendo che, in realta` , le entrate sarebbero state di gran lunga superiori.
Con il « tesoretto » avete compiuto, innanzitutto, un’operazione che rende discutibile la strategia del DPEF; in altre parole, avete rimesso in discussione la legge finanziaria, finanziando, per almeno tre miliardi, le spese corrispondenti ai tagli che avete disposto nella finanziaria stessa, vale a dire: a dicembre avete tagliato e a giugno siete intervenuti ripristinando quei tagli finanziati con l’extragettito. Ma, piu` in generale, cinque miliardi di spese contenute nel « tesoretto » vengono finanziate, per quest’anno, con il cosiddetto extragettito; per il 2007, non avendo trovato i soldi in questo momento, avete finanziato solo un miliardo, scaricandone quattro sulla famosa tabellona dei venti miliardi.
Ora qualcuno – e mi rivolgo al sottosegretario e all’onorevole Ventura – dovra` spiegarmi da quale cilindro estrarrete quel coniglio che non avete trovato a giugno ! A giugno, cioe`, per il 2008, non avete trovato la copertura delle spese che avete definito, finanziandole per il 2007, e qualcuno vuole spiegarmi che a dicembre riuscirete a tagliare le spese per quei quattro miliardi e per gli altri sedici.
Dunque, credo che il principale quesito che il DPEF pone sia: come si finanziano questi venti miliardi, al di la` della « foglia di cavolo » del taglio delle spese, dato che l’altro ieri potevate farci capire come potreste finanziarli e non l’avete fatto, rinviando alla finanziaria (e cio` e` gravissimo)? Siete intervenuti con l’extragettito, prevedendo spese che ci saranno anche l’anno prossimo, senza finanziarle.
Inoltre, vi e` una considerazione tra tante, che vorrei svolgere. Il DPEF dell’anno scorso conteneva promesse importanti sulle pensioni, la sanita` e il pubblico impiego, tre grandi capitoli per il risanamento.
Dopo un anno, ci troviamo di fronte ad una simile situazione in materia di pensioni sebbene, secondo le mie previsioni, l’accordo fatto rimarra` sulle pagine dei giornali, non verra` mai votato in Parlamento e, fortunatamente per noi, per il Paese e per i piu` giovani, rimarra` lo « scalone » Maroni.
L’attuale Governo e` stato l’unico, nel nuovo millennio e probabilmente anche negli ultimi decenni, a differenza del precedente, a votare una legge che aumenta la spesa tendenziale per le pensioni a parita` di tutti gli altri parametri, ad esempio di demografia. Siete riusciti ad approvare un rinnovo generosissimo del contratto del pubblico impiego, cedendo al sindacato tanto in cambio di niente e creando una sperequazione inaccettabile con tutti gli altri comparti del lavoro pubblico e con i
contratti privati.
Il Ministro Tommaso Padoa Schioppa, lo scorso luglio, in quest’aula e nelle interviste ha affermato qualcosa di molto grave, e cioe` che la condizione dei conti pubblici e` peggiore che nel 1992. O il Ministro Padoa Schioppa e il sottosegretario avranno il coraggio di venire ad affermare che quelle previsioni, considerazioni e analisi erano corrette, ma che tutto si e` risolto perche´ i contribuenti, vedendo la faccia dell’onorevole Visco, hanno iniziato a pagare tasse che prima non pagavano, oppure quest’anno siete responsabili di una posizione e un’analisi tanto infondate quanto allarmistiche e demagogiche. Avete consegnato al Paese una legge finanziaria – come ha detto, in un certo senso, anche l’onorevole Ventura – piena di tasse e spese e, pur avendo ottenuto maggiori entrate, le avete usate per finanziare nuove spese. Tuttavia, affermate – come e` stato detto dall’onorevole Ventura – che sostanzialmente la situazione e la condizione del paese e dei conti pubblici, in realta` , e` migliorata. Avete svolto un’operazione tale sul deficit pubblico che, qualora fosse stata fatta dall’onorevole Tremonti, costui sarebbe stato pubblicamente « scorticato ». Infatti, nonostante il livello del debito pubblico, siete intervenuti a meta` dell’anno per correggere verso l’alto il tendenziale del deficit. Certo, il deficit e` rimasto al di sotto del 2,8 per cento! Ma per dare 30 euro ai pensionati e finanziare quei tagli di spese di cui eravate orgogliosi nella legge finanziaria, avete aumentato il tendenziale del deficit, in una situazione che avrebbe dovuto consentire all’Italia, essendocene le condizioni – onorevole Ventura –, di accelerare il passo, per poterlo poi rallentare quando la congiuntura fosse diventata nuovamente avversa, come e` avvenuto nel corso degli anni precedenti. Come noto, e` negli anni delle vacche grasse che bisogna fare gli sforzi per portare a casa risultati in termini di bilancio pubblico e non negli anni delle difficolta`.
Voi state sprecando in modo programmatico e plateale l’occasione che la storia ha offerto – a mio avviso, e` stata la buona amministrazione del Governo precedente – di avere, per una volta, un deficit che si riducesse piu` delle previsioni. Voi state sprecando tale occasione, riprendendo il cammino all’indietro. Se tra un anno o due – immagino e, da un certo punto di vista, mi auguro che allora saranno altri ad avere la responsabilita` di condurre il bilancio pubblico – vi saranno difficolta` e si tornera` ad un livello di deficit prossimo al 3 per cento, qualcuno dira` che non si possono ridurre altre voci di spesa, ma che bisognera` tagliare la spesa sociale; allora, voi vi ricorderete del comportamento da cicale irresponsabili tenuto con il tesoretto e, temo, con questa manovra finanziaria.
Concludo, Presidente. Vorrei svolgere una considerazione sul debito pubblico. E` sacrosanto aprire la discussione sulle riserve eccedenti della Banca centrale. Tuttavia, aggredire il debito pubblico deve costituire una strategia di lungo periodo da implementare subito.
E` giusto pensare che l’aggressione al debito pubblico non debba consistere nell’inseguire l’utopia di dimezzarlo utilizzando l’avanzo primario. Su cio` , pero` bisogna essere chiari: esistono le riserve
della Banca centrale, ma c’e` soprattutto uno sterminato patrimonio pubblico improduttivo,
inefficace. Esiste sul punto – e chiudo, signor Presidente – la riflessione dell’ex ministro Guarino.
Se la strada e` quella, prendiamo in considerazione le riserve, ma consideriamo anche il patrimonio pubblico.


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