Una modesta riflessione

Di Carlo Russo

Anche un piccolo episodio, come le effusioni di due gay davanti al Colosseo, può fare riflettere sul momento di smarrimento che l’Italia sta attraversando. I giornali, i telegiornali, i comunicati e le prese di posizione di parlamentari, associazioni, gruppi non contengono, in genere, neppure un inciso in cui ci si interroghi su che cosa è davvero accaduto. Ancora una volta siamo di fronte a una sorta di referendum: in questo caso siete pro o contro i gay ?

E così ci si salva l’anima e non si fatica a pensare.

Il problema è un altro. Nelle nostre città è utile fare rispettare un comportamento educato soprattutto dinanzi a monumenti, dentro ai musei, nelle piazze piene di storia ? E nel caso in questione la coppia, gay o no non importa, ha contravvenuto a questa educazione ?

Anche le associazioni gay prima di difendere a priori dei loro associati dovrebbero cercare di capire qual è stato il loro comportamento. In questo (come in altri) casi mi pare non sia avvenuto. Cioè l’arbitro è cornuto a prescindere e la squadra del cuore ha in ogni caso ragione.

Così il gr2 delle ore 7 di sabato 28 luglio ha addirittura trasmesso l’intervista a uno degli autori delle effusioni dinanzi al Colosseo, il quale ha ovviamente deriso i carabinieri intervenuti, senza vi fosse una replica.

C’è il caso che i due si siano davvero scambiati solo un innocente bacetto e quindi sono innocenti. Mi farebbe piacere per loro. Ma il punto è che sia agli innocentisti che ai colpevolisti non gliene frega niente di come siano andate realmente le cose. La tenzone è ideologica, l’adesione acritica. L’episodio diventa clamore. E mi chiedo come dar torto ai carabinieri che la prossima volta si volteranno dall’altra parte di fronte a una coppia avvinghiata in piazza San Marco o a due fidanzati, al di là dei rispettivi sessi, che si scambiano saliva in piazza del Duomo. Oppure ai bivacchi con pizza al taglio nei pressi di piazza San Pietro, o a chi visita gli Uffizi poco più che in bikini.

Quando si capirà che il decoro delle nostre città, come la difesa dalla violenza, non è né di destra né di sinistra ma lo vorrebbe chi ancora non si rassegna alla decadenza di questo Paese ?