Sulla separazione delle carriere, un’altra restaurazione antiliberale e antiradicale: il “miracolo” di Pannella non è stato ricompensato

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia

Ancora una volta è l’ordine giudiziario, con le sue rappresentanze istituzionali e sindacali, a dettare legge in materia di giustizia. Ed una maggioranza sotto scacco obbedisce cancellando la riforma-Castelli che aveva introdotto, tra mille difficoltà, una separazione funzionale e una disciplina delle carriere dei magistrati che avvicinava di molto l’obiettivo politico, istituzionale e culturale per cui da anni si sono battute, da posizioni minoritarie, alcune forze politiche e l’avvocatura italiana. La rivincita del partito dei giudici si sta consumando in un Parlamento umiliato e costretto a ratificare l’accordo tra governo e ANM.
In questo quadro, i radicali di maggioranza e di governo subiscono una bruciante sconfitta politica. Sul welfare, sulle pensioni, sulla politica internazionale, e ora, in modo esemplare, sulla giustizia, il programma del Governo è opposto e alternativo alla “piattaforma riformatrice” che i radicali hanno proposto nell’ultimo decennio.
Il “miracolo” che Pannella ha rivendicato (quello di portare Prodi a Palazzo Chigi, con il concorso determinante dei voti radicali) non è stato evidentemente ricompensato e la lealtà che i Radicali dimostrano nei confronti del governo non è evidentemente corrisposta. E occorrerebbe che i radicali della Rosa nel Pugno ne prendessero atto.

Roma, 27 giugno 2007