“Morals and Dogma” di Albert Pike

Un libro sulla filosofia massonica

Di Luca Bagatin

Pur con questo caldo e con la grande mole di lavoro scribacchesco che mi attende e che mi terrà occupato praticamente sino a settembre (weekend compresi) come rinunciare a dei brevi ma intensi squarci di lettura ?
Poiché evidentemente non sono soddisfatto nel leggere libri di volume inferiore alle 500 pagine ho deciso di immergermi in un tomo (comunque diviso in tre agili volumi) di oltre 700 pagine: "Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite of Freemasonry", ovvero "Morale e Dogma del Rito Scozzese Antico ed Accettato della Massoneria" scritto dal Sovrano Gran Commendatore Albert Pike e pubblicato per la prima volta nel 1871.

Ovviamente, non conoscendo pressoché una parola di inglese ho acquistato l’edizione italiana (Bastogi editrice) dei primi due volumi: "Morals and Dogma – i primi tre gradi massonici" e "Morals and Dogma – dal Maestro Segreto al Principe di Rosacroce".
Confesso che mai mi sarei aspettato una lettura più scorrevole e comprensibile anche ai "profani".

Naturalmente non è certo mia intenzione scrivere qui una prefazione su dei volumi di alta filosofia massonica, per quanto scritti da uno spirito schietto e genuino quale quello del Pike, bensì semplicemente invogliare il lettore ad immergersi in un’universo apparentemente lontano, quello massonico, che nei fatti non è altro che una filosofia di Vita, ovvero di un’Umanità alla continua ricerca del proprio Tempio interiore da edificare nel corso dei secoli per mezzo dello studio e dell’utilizzo di simboli ed allegorie.

"La Massoneria è un sistema di regole etiche velate in allegorie ed illustrate da simboli da cui si possono attingere lezioni di moralità e filosofia". Questo è ciò che si può leggere all’inizio del secondo volume di "Morals and Dogma" e mi pare un’ottimo sunto sia della filosofia esoterica quanto del volume stesso che tratta dei vari gradi (dal primo sino al trentatreesimo) del Rito Scozzese Antico ed Accettato, uno dei più prestigiosi riti massonici di tradizione anglosassone.

Come possiamo leggere sul retro di copertina dell’edizione curata dalla Bastogi, "Albert Pike fu iniziato nella Western Star Lodge N. 1 di Little Rock nel 1850 e divenne massone a quarant’anni di età. Per le sue qualità morali e culturali giunse in breve tempo a conseguire il grado di Maestro Massone.

Nel 1852, assieme ad altri sedici fratelli, fondò una loggia-figlia della Western Star di cui divenne due anni dopo Maestro Venerabile.
Del 1854 è il manoscritto di oltre 400 pagine, in cui Pike rielaborò i rituali di tutti i gradi che gli erano stati fino a quel momento conferiti. Intanto, nel 1855 il Supremo Consiglio di Washington istituiva una Commissione per curare un’edizione "riveduta e corretta" dei Rituali dal 4° al 32° grado e chiamava anche Pike a farne parte.

Un tale compito, che comportava un’immensa mole di ricerche, fu portato a termine dal solo Pike, che sintetizzò nei suoi Rituali (editi nel 1866) undici anni di intenso lavoro.
Fu eletto nel 1859 Sovrano Gran Commendatore del Supremo Consiglio del R.S.A.A. della Giurisdizione Sud degli Stati Uniti d’America.

Le nuove responsabilità nel frattempo intervenute sollecitano il Pike ad altre più impegnative prove. Nel 1868 consegna al Supremo Consiglio per l’imprimatur il libro che lo renderà famoso, osannato e criticato, quel Morals and Dogma of the Ancient and Accepted Scottish Rite che aveva cominciato a scrivere nel 1855 come note ai Rituali dei Gradi dal 4° al 32° e che, riveduto e rielaborato più volte, vide la luce nel 1871".
Personalmente consiglio a tutti i liberi pensatori come me, agli appassionati di filosofia, nonché a tutti i denigratori della Massoneria (che evidentemente ne sanno poco o nulla) ed ai Massoni che non ne conoscevano l’esistenza (ed ahimé sono molti) la lettura.

Ne trarranno certamente illuminazione per un’esistenza da vivere con maggiore pienezza all’insegna del trinomio Fratellanza (universale e senza distinzione alcuna), Uguaglianza (da non intendere come mero livellamento, bensì come riconoscimento dell’"altro come un proprio simile, come un proprio specchio") e Libertà (dalla paura, dai dogmi, dalle costrizioni, dall’autorità) il tutto alla Gloria dell’Essere Supremo nella forma in cui ciascuno preferisce credere.


No Responses to ““Morals and Dogma” di Albert Pike”

  1. Marco ha detto:

    Grazie!
    Finalmente sento parlare con apertura mentale della Massoneria!
    Ottima generazione elle!!
    Marco

Trackbacks/Pingbacks