Urgente una legge su consenso informato, testamento biologico e limiti ai trattamenti sanitari coatti.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
Quella di Giovanni Nuvoli è stata una vicenda kafkiana, contrassegnata da un inutile e insensato accanimento sanitario e burocratico, visto che il diritto a rifiutare le cure, che è sancito nella Costituzione, non è stato di fatto riconosciuto ad un paziente che lo rivendicava.
La sua vicenda, in apparenza identica a quella di Piero Welby, ma con un’evoluzione ed una fine del tutto diversa, conferma l’urgenza di una legge su consenso informato, testamento biologico e limiti a quei trattamenti sanitari che sono di fatto e abusivamente obbligatori.
L’incertezza normativa, oggi, non tutela affatto i malati terminali dall’abbandono terapeutico o da forme surrettizie di “eutanasia coatta”, ma li espropria in modo indebito e pericoloso del diritto di fare valere o revocare il consenso ai trattamenti sanitari. Per impedire “l’eutanasia di Stato” non si può imporre per legge la “cura di Stato”.

Roma, 24 luglio 2007