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Pensioni: Della Vedova, metodo costituzionalmente eversivo, impegni futuri poco credibili

“La sinistra comunista si mostra insoddisfatta per puro tatticismo, l’accordo è una sua vittoria netta”

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

“E’ inaccettabile che il Parlamento apprenda dalle notizie di stampa dell’intesa sulla previdenza siglata da Romano Prodi con i sindacati. Ancora più grave che il premier definisca l’accordo “immodificabile”, tanto dal Consiglio dei Ministri quanto dal Parlamento. Prodi si dimostra totalmente subalterno alla logica corporativa: siamo all’eversione dell’ordine costituzionale, con l’esproprio della sovranità del Parlamento e del Governo e la consegna dell’iniziativa legislativa al sindacato. Nel merito, l’unico dato certo è l’abolizione dello scalone e la rinuncia alla revisione dei coefficienti. Gli altri impegni (da quota 95 dal luglio 2009 a quota 97 dal 2013) sono poco credibili, sottoscritti da un governo che ha ceduto su impegni precedenti e destinati – esattamente come lo “scalone” – ad essere messi in discussione nei prossimi anni, nel momento in cui i sindacati ne invocheranno l’abolizione, con la stessa demagogia di oggi.

Questo accordo sulle pensioni colpisce (simbolicamente e sostanzialmente) l’interesse delle generazioni più giovani, sancisce una vittoria netta del sindacato e della sinistra comunista, che per pure ragioni tattiche si mostra insoddisfatta. Sic stantibus rebus, la sinistra riformista – malgrado i tentativi di reazione – esce pesantemente sconfitta.”

Fonte Radioradicale.It Licenza 2.5 Ita


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