Referendum, Guzzetta: Servono 300mila firme, battaglia non persa

Roma, 25 giu (Velino) – “La battaglia referendaria non è persa. La storia ci insegna che negli ultimi momenti di raccolta delle firme il quorum alla fine è stato raggiunto”. Non molla Giovanni Guzzetta, presidente del Comitato promotore del Referendum elettorale.

Le 320 mila firme che bisogna trovare prima del 24 luglio per evitare che decadano i quesiti referendari non lo spaventano. “L’obiettivo – dice, interpellato dal VELINO – è a portata di mano. Il fatto è che lavoriamo tra mille difficoltà”. Si sfoga: “È possibile firmare in tutti i Comuni e in tutte le Province, ma non sempre sono tutti ben disposti a farci lavorare. Finora gli unici a mostrare un reale impegno in campagna referendaria sono stati Alleanza nazionale (che ha fatto sapere di voler mobilitare fino al 24 luglio 114 federazioni del partito, ndr), Italia dei valori e l’Ugl. Silenzio totale, invece, da parte delle altre organizzazioni sindacali. E soprattutto orecchie da mercante degli altri partiti politici. Il fatto – spiega – è che il tema è delicato e nessuno lo vuole affrontare”. Trecentoventimila firme in 30 giorni, divise tra le sole province in cui sono allestiti i tavoli referendari fanno 100 adesioni al giorno. Un traguardo che non pare impossibile da raggiungere. “È assolutamente vero. Basterebbe che ogni persona che ha già firmato portasse un amico ai banchetti. Se così fosse l’obiettivo lo avremmo già abbondantemente raggiunto”.
Intanto, dopo i Referendum days che si sono tenuti il 22 e 23 giugno, Guzzetta pianifica la strategia per intensificare la raccolta firme: “Serve una richiesta pressante agli organi di informazione affinché facciano il loro mestiere. Non serve che parlino bene del Referendum, ma semplicemente che ne parlino come è loro dovere fare; in secondo luogo bisogna avere ben chiaro in testa che le firme si raccolgono una per una, tra i cittadini, i veri protagonisti della battaglia. Deve partire una catena civile; infine è improcrastinabile che i politici prendano posizione. Non necessariamente pro referendum, basta che parlino”. Guzzetta conclude: “Dobbiamo renderci conto che se in Italia c’è qualcuno che sta facendo sì che si discuta di riforma elettorale siamo noi promotori del referendum”.

Fonte Radioradicale.It Licenza 2.5 Ita


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