La sinistra massimalista non verrà accontentata

Nicola Maranesi intervista Benedetto Della Vedova per la Discussione del 16/06/07 pag 4

Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori Liberali, non dipinge un futuro roseo per il Documento di programmazîone economica e finanziaria che il Governo si accinge a redigere. Le spaccature con le quali la maggioranza si presenta a questo appello, del resto, non sono un buon biglietto da visita per 1’elaborazione di un documento programmatico coerente e unitario.
Intravedo solo due, ipotesi -spiega Della Vedova a “la Discussione”- sull’.esito di questo lavoro: la prima, che è anche la migliore, è che ne esca un buon Dpef, che però poi resterà lettera morta come quello dell’anno passato.
E la seconda ipotesi, onorevole?
È quella più realistica: nell’impossibilità di trovare un accordo e con la necessità di non creare rotture, il governo produrrà un documento nel quale non ci sarà scritto nulla, o al massimo tutto e il contrario di tutto.
Teme un documento poco concreto o troppo politico?
Già di per sè il Dpef è un documento non troppo utile, di più se le componenti politiche che lo scrivono sono in contrasto fra loro. Va a fruire che non ci si sbilancia su nulla.
Potrebbe trasformarsi nel solito “zuccherino” concesso all’ala sinistra dello schieramento?
Non credo, non credo che sul piano politico la maggioranza potrebbe reggere un Dpef tutto spinto a sinistra. Mi sembrerebbe difficile-anche perchè tutti i ministri che sono maggiormente competenti in materia spingono per richieste diverse da quelle della sinistra massimalista.
Ma in qualche modo dovranno pure quietarla? Ed è per questo che, per quanto possa sembrare difficile, cercheranno di scrivere cose che andranno bene a tutti. E poi non le faranno.
Si arriva a questa discussione senza sapere qual è l’entità del famigerato tesoretto.
Prima o poi ce lo dovranno dire. Io sono convinto che, essendo l’extragettito un errore, di previsione, ed avendo cercato delle coperture che non servivano proprio a causa di questo errore, sia giunto il momento di ridurre le imposte.
Sulle pensioni, anch’esse rimaste in sospeso, che posizione prende?
Ci teniamo lo scalone e stiamo meglio tutti.
La pensa come Padoa Schioppa….
Lo so, non so se passerà questa linea…
Quali priorità indicherebbe Benedetto Della Vedova se si trovasse oggi a redigere lui il Dpef?  Riduzione delle tasse e contenimento della spesa pubblica, da realizzarsi anche attraverso la riforma della pubblica amministrazione.
Riforme sostenibili? Politica permettendo, l’Italia potrebbe sostenerle. Se fossimo in un contesto istituzionale diverso, con un governo vero e non contraddittorio come quello attuale, insomma se ci fosse un governo di centrodestra, credo che queste cose, pur nella difficoltà, sarebbero realizzabili.
Prodi ha detto che inizia la risalita…
E allora faccia cose più incisive, soprattutto sul fronte fiscale.


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