Giovani italiani, una generazione di frodati

Di Luca Bagatin

Quest’oggi, in risposta ad un articolo che ho recentemente scritto per Liberalcafé.it (pubblicato anche sul mio blog dal titolo "La politica italiana è in crisi. Il possibile ruolo di laici, liberali, socialisti, repubblicani" in data 26 maggio), una ragazza di 26 anni, B.I.G., mi ha scritto la puntualissima lettera che segue e che mi ha tanto commosso quanto fatto ulteriormente inalberare relativamente all’attuale situazione politica e sociale che stiamo vivendo. Ciò anche perché tanto io quanto B.I.G., facciamo parte della stessa generazione non tanto e non solo di "precari", quanto piuttosto di "frodati" da coloro i quali vogliono mantenere lo status quo. Status quo che è tale in quanto, cambiarlo, significherebbe perdere i privilegi acquisiti negli anni. Status quo che consta in uno Stato che non investe nel suo futuro, nei suoi giovani, nella ricerca scientifica e che non crede nel mercato. Uno Stato oppressivo e oppressore che tassa e tartassa garantendo solo determinate "caste" privilegiate dagli statali ai pensionati ultrasindacalizzati. Uno Stato che mantiene in vita ancora enti inutili come le Provincie, nonché piccoli Comuni assolutamente accorpabili con altri di maggiori dimensioni. Uno Stato che non fornisce pressoché alcun servizio al cittadino che si sente, inevitabilmente, frodato. Uno Stato che non tutela il mercato, bensì lo "droga" in più settori: dalla cultura alla libertà d’impresa. E che, anziché investire nella scuola pubblica preferisce spesso dare fondi a chi frequenta gli istituti privati e/o alle parrocchie per il loro restauro (si veda ciò che ha fatto, fra le altre, la Regione Friuli Venezia Giulia). E’ un fenomeno che in Italia si trascina da dopoguerra ad oggi e che è in continuo crescendo e che pochissimi hanno avuto il coraggio di sollevare e denunciare (come fecero Gaetano Salvemini ed Ernesto Rossi, per citare alcuni) per poi magari finire per essere allontanati dai "salotti buoni" della politica, della cultura e/o per essere definitivamente dimenticati ed archiviati dalla memoria storica. Altro non saprei dire se non che è necessario lottare contro questo monopartitismo perfetto. Contro le oligarchie al Potere. Piuttosto che commentare futilmente i risultati delle recenti elezioni amministrative. Dove stanno gli innovatori ? Dove i conservatori ? Io penso che lettera di B.I.G. sia assolutamente illuminante e sia già in sé una risposta. RIFLESSIONE POLITICA ITALIANA di B.I.G. Ho appena letto per caso il suo articolo sull’impasse in cui versa la società politica italiana su Liberal Cafè. Lei ha condotto la sua riflessione solo sul piano interno, io la vorrei allargare un attimo, riprendendo il suo spunto con Tony Blair. Prima credo sia doveroso che mi presenti: ho 26 anni, – già vedo la mia credibilità diminuire- e sono laureata in scienze politiche. Vista la mia giovane età e il fatto che in Italia non ci sia spazio per giovani talenti, che non si riconoscano in una partitocrazia atrofizzata, ma che amano la politica in quanto tale, mi sono sempre interessata all’Europa. Ecco, il nostra Paese è un Paese che si dimentica dei giovani, che per la sete di potere di personaggi che da ventenni rivestono ruoli di primo piano, non permette a persone che studiano e che sono preparate, di dare all’Italia la mano di cui avrebbe bisogno. Al momento mi trovo in Polonia al termine di studi di alto livello presso il Collegio d’Europa, istituzione creata con il Consiglio d’Europa anche da nostro governo, ma alla quale il nostro ministero degli esteri quest’anno si è dimenticato di dare il sostegno economico, dirigendo i propri fondi verso forum per i PVS. Le dico questo in quanto è sintomatico di una incapacità dell’Italia di investire sul proprio futuro politico. I nostri eurodeputati sono i più anziani dei 27 stati membri, non parlano le lingue e sono intrappolati in una struttura di prepensionamento politico, come diversi hanno già notato. Se, come nel mio caso, credi nell’Europa, e ami il tuo Paese, investi per parlare 3 lingue correttamente, per essere di aiuto, non c’è spazio per te, né soldi per te, poiché gli assistenti dei deputati hanno 40 anni, contro i 25 di media degli altri Paesi. L’impasse interno si traduce in una scarsa credibilità estera, in una mancanza di far valere i propri interessi sia per vie istituzionali, sia attraverso il mondo frammentato delle lobby. Se si tenta di rientrare in Italia, come sto facendo io, ci si imbatte in concorsi come al Senato in cui devi avere il 110 per iscriverti, (ce l’ho) ma poi devi avere 30,2 di media per entrare in graduatoria (scusate, mi sono laureata con 110 e lode in 4 anni, avevo solo 29,6) che rende una persona che ci ha messo 8 anni a laurearsi più qualificata di me… Si accettano 2000 domande, per 10 posti, e in graduatoria ne entrano 500… è il paradosso dell’assurdo. Ecco, solo per darle un quadro di quello che una giovane che ama il suo Paese (ma non più permettersi il lusso della disoccupata, né di andare dopo tre anni che studia in Europa a lavorare in un call center), vede ogni mattina, quando si sveglia. B.I.G.


Comments are closed.