L’editoriale di questo mese è firmato da Stefano Iacona, sulla contrapposizione tra laici e clericali sui DICO. In questo numero ci occupiamo anche di:- Mattonella glacé alcioccolato- ricetta proposta da Daniela Montalto- Uno, due, tre… stalla – articolo di Alessia Villari. La Società Teosofica – articolo di Luca Bagatin "Deconstruction Of A Postmodern Musician", l’ultimo album di Corrado Russo – articolo di Rino Sportaro Giustizia? – intervista con un anonimo Giudice Onorario di Tribunale a firma Massimo Messina- Giovani in cammino sinodale – articolo di Giusy Vitalee altro ancora.
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e depuato di Forza Italia
“Le preoccupazioni del prefetto Achille Serra rappresentano un serio avvertimento per l’Unione. Serra è un funzionario di grande esperienza, le sue dichiarazioni dimostrano quanto sia necessario che per la visita di Bush e per le manifestazioni di protesta si predispongano delle misure di sicurezza adeguate ad evitare incidenti spiacevoli. Leggi tutto
Domenica prossima si vota per l’ennesima sessione di elezioni amministrative e, come spesso accade, per rappresentare la realtà del nostro bel paese basta una semplice fotografia: cosa può descrivere meglio le elezioni amministrative in Italia (anno domini 2007..) se non l’immagine del manifesto 6 metri x 3 affisso su spazi commerciali dal candidato al consiglio comunale ? La domanda potrebbe apparire troppo ingenua e quindi la “sussurro” a bassa voce ma… Girando nelle città europee si trovano certamente grandi manifesti elettorali per le strade, ma di Sarkozy e Ségolène Royal o altri leader politici che si scontrano che so per l’Eliseo o per Downing Street ma solo ed esclusivamente nelle città italiane si sprecano i manifesti 6×3 dei “brambilla” o dei “mancuso” (nomi di pura fantasia, per carità..), candidati anonimi con pochissime “chance” di arrivare ad occupare uno scranno in consiglio comunale o circoscrizionale di città non propriamente enormi (60-100-500 mila abitanti..). E allora cosa c’è dietro questi ingenti investimenti economici ? E perché il candidato al consiglio comunale del tuo quartiere, dopo aver tenuto in spazi commerciali per più di un mese 10 manifesti 6 metri x 3 (in aggiunta a quelli negli spazi messi a disposizione dal Comune), aver fatto volantini a fiumi, aver offerto cene e “beni vari” ad amici e passanti ed aver preso 14, dico 14 preferenze (sì il caso è dannatamente reale..), il giorno dopo l’elezione lo incontri con un sorriso a 24 carati come se avesse vinto la lotteria di fine anno ? Ti aspetteresti di doverlo consolare per i pochi voti ottenuti e lo porti a prendere un caffè, ma ti accorgi subito che non è proprio il caso: in realtà è lui che ti spiega che investire tempo libero e parecchi soldi (tuoi o gentilmente offerti da altri poco importa) per raccogliere un piccolo pacchetto di preferenze serve non tanto per essere eletti (che poi c’è pure “la scocciatura di dover partecipare alle commissioni comunali dove si perde un sacco di tempo”..) quanto per entrare nella ricca spartizione post-elezione. E che l’aver fatto pubblicità ad un simbolo e l’aver dirottato “tot” preferenze a tizio o caio da diritto ad avere in cambio delle prebende che ti fanno recuperare molto ampiamente l’investimento sopportato (che, tanto per essere chiari, ammonta a diverse decine di migliaia di euro..) Al che tu lo guarderesti stropicciando un po’ gli occhi se non sapessi fin troppo bene dell’enorme quantità di roba che gestisce in Italia una semplice amministrazione comunale o provinciale. Solo a titolo di esempio: · Partecipazione di maggioranza in decine di società di servizi aventi rilevanza economica che, a loro volta, controllano altre decine di società medio/piccole molto “flessibili” (nel senso che si possono plasmare sull’esigenza del momento). E qui le opzioni si ampliano: un posto nel Consiglio di Amministrazione, un posto nel management, uno o piu’ posti di lavoro per parente/amico/compagno di partito, rapporto di consulenza/collaborazione ben retribuito, quota di appalti o forniture per la piccola azienda o persino per il negozio che si possiede, etc. · Enti di formazione legati all’ente locale che, con fondi del U..E. e della regione (sempre dei cittadini in ogni caso), profondono moltissime energie nei corsi piu’ improbabili e che hanno come obiettivo di dar da mangiare ai docenti piu’ che ai giovani disoccupati. Una collaborazione con uno di questi enti di formazione non si nega a nessuno, soprattutto se quel qualcuno ha dato una mano in campagna elettorale. E poi ancora: · Autorità portuali, enti fiere, organismi per la promozione economica (si chiama così offrire cene con i soldi dei cittadini ? chissà..), comunità montane anche dove ci sono spiagge, autorità di Ambito Territoriale Ottimale (?!?) e così via. · Una miriade di associazioni (dal semi-culturale al semi-sportivo al semi-assistenziale) e onlus che dovrebbero essere senza rilevanza economica ma che poi gestiscono budget da far impallidire i bilanci di una società quotata allo Standard & Poor’s. · Nomine di revisori dei conti negli enti locali,e perfino in diverse Aziende Sanitarie Locali. E dulcis in fundo, novità degli ultimi anni riservata solo agli enti locali delle città medio-grandi, c’è il business delle “informazioni privilegiate” utilizzabili sul mercato azionistico. Certo perchè partecipare alla campagna elettorale degli enti locali medio-grandi in Italia (le follie della Corporate Governance italiana non hanno limiti) vuol dire partecipare poi anche alla designazione del management di diverse “aziende di servizi” quotate su mercati azionari ancora poco appariscenti e quindi ottimi per effettuare, senza troppa pubblicità, delle piccole speculazioni. Ed avere come ritorno sull’investimento fatto in campagna elettorale alcune informazioni privilegiate non è cosi’ “impossibile”, così come tramutare poi queste “informazioni” in semplici strumenti finanziari ed ottenere parecchi quattrini. Ed ascoltata questa “dotta” e tecnicamente irreprensibile spiegazione dal candidato da 14 preferenze tu che fai ?
Non sarà la sinistra a fare le riforme necessarie Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia Non so se il Presidente di Confindustria abbia pronunciato, come molti si aspettavano, un discorso di investitura. Penso però che il suo “atto di accusa” verso la politica non tocchi allo stesso modo il centro-destra e il centro-sinistra. Leggi tutto
Hugo Chavez non perde occasione di ricordare a tutti che “Il Venezuela si sta dirigendo verso il socialismo, e niente e nessuno potrà impedirlo“. Un vero e proprio memento mori, vien fatto di pensare. Leggi tutto
Una parte del governo dirà a Bush “Welcome!”, una parte gli ingiungerà “Go home!”
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
D’Alema non intende occuparsi del fatto che il 9 giugno un pezzo della coalizione di governo manifesterà contro il Presidente degli Stati Uniti, che sarà in Italia su invito dello stesso Governo per incontrare il Presidente del Consiglio. Leggi tutto
Ci sono voluti 200 anni prima che una Nazione che ha basato da sempre le sue fondamenta sul principio della meritocrazia pensasse ad una legge sull’immigrazione ispirata allo stesso concetto. Leggi tutto
Michele Santoro vorrebbe presentare l’inchiesta della Bbc (che riguarda i casi di pedofilia che coinvolgono alcuni ecclesiastici negli Usa, in Irlanda e in Brasile e sostiene l’accusa che la Chiesa Cattolica, e in particolare l’ex cardinal Ratzinger, oggi Papa, abbiano avallato la copertura dello scandalo) al suo programma “Annozero”. Leggi tutto
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
“Romano Prodi non può più restare silente di fronte alla manifestazione anti-Bush invocata e convocata dalla sinistra della sua maggioranza in occasione della visita del Presidente degli USA a Roma (e che si aggiungerà al corteo Noglobal di Casarini). Leggi tutto
Veltroni vorrebbe Letta in un governo di sinistra per le ragioni opposte a quelle per cui Sarkozy ha scelto Kouchner : perché è uno dei campioni del Centrodestra, perché la pensa in tutto e per tutto come Berlusconi, perché è un suo alias. Veltroni vuole un governo smussato, per avere un’opposizione smussata. E questo non è Sarkozy. E’ Berlinguer. Leggi tutto
Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia
Arrivare ad un rinnovo del contratto del pubblico impiego che, tra protocolli ufficiali e segreti, finisca per dare tutto al sindacato in cambio di nulla sul piano della produttività, della mobilità interna alla PA e di una nuova e rigorosa disciplina dei licenziamenti segnerebbe una resa non del Governo, ma dello Stato allo strapotere sindacale. Leggi tutto
Ma che informazione è questa?
Come fate a parlare di una economia in crisi quando è esattamente il contrario? Il Venezuela con Chavez è recentemente diventato la seconda economia del Sud America, superando anche l’Argentina!!!
ciao Marco,
hai scritto:
“Forse solamente l’Irlanda e la Polonia – tra i paesi di cultura occidentale – possono avvicinare il livello di motivazione cristiana della gente e della classe politica negli Stati Uniti”.
L’Irlanda e la Polonia sono forse le 2 nazioni dove i cattolici sono più attivi, cio’ avviene sotto la spinta di un altro stato la Città del Vaticano e sempre attraverso il coinvolgimento delle autorità statali e locali irlandesi o polacche.
Negli U.S.A. invece sono i born again christians locali ad essere i più attivi.
Sì, viste dall’esterno le situazioni sembrano simili, ma posso dirti che all’interno sono completamente diverse.
Nel complesso ottimo articolo, complimemti.
Ciao
Germano
E io ribadisco che è sbagliato pensare che il responsabile delle non-riforme sia solo Berlusconi: lo sono le nomenklature dei partiti e le corporazioni varie. Fini è solo un’espressione di queste.
come al solito un gran bell’articolo in linea con l’alto livello di “libertiamo” risulta però evidente che le posizioni di Fini erano fin dall’inizio strumentali e miravano a mettere Berlusconi in difficoltà per farlo apparire “illiberale” quindi il berlusconi imprenditore e impolitico è stato vittima di uno scaltro politico che ha capito i limiti politici e intellettuali ,oltrechè caratteriali,del suo antagonista.
Infatti Palma è un altro, quest’articolo l’ho scritto io. Se vuoi inserirti tra gli autori autorevoli credo si possa fare, ma avresti un problema col requisito del “meno schierati”.