Legge Elettorale: Guzzetta e Segni, BlackOut Tv su raccolta firme

Tg Rai e Mediaset ‘oscurano’ referendum, La7 unica eccezione


Roma, 30 mag. (Adnkronos) – La “coltre del silenzio” e’ calata sulla raccolta delle firme per il referendum elettorale. Rai e Mediaset si palleggiano la responsabilita’ di nascondere l’informazione agli italiani sulla consultazione che potrebbe ridurre il potere dei partiti e rimuovere l’incapacita’ di approvare una legge elettorale degna di questo nome.

Al Comitato per l’organizzazione del referendum va in scena la protesta di Giovanni Guzzetta, Mario Segni, Benedetto Della Vedova e Natale D’Amico, che si dicono “indignati” per il black out, testimoniato dai dati raccolti dal Centro di ascolto dell’informazione radiotelevisiva.
Dal 23 aprile al 23 maggio, il Tg1 ha dedicato 9 minuti e 49 secondi all’informazione sulla raccolta delle firme; il Tg2 ha concesso 5 minuti e 52 secondi, mentre il Tg3 gliene ha dedicati 15 minuti. Sulle reti Mediaset, il Tg5 ne ha parlato per 5 minuti, Studio Aperto (il tg di Italia Uno), 56 secondi, mentre il Tg4 non ne se ne e’ mai occupato. Unica eccezione e’ rappresentata, secondo i rappresentanti del Comitato, da La7 che ha dedicato 11 minuti nei tg e piu’ di un’ora nella trasmissione “L’infedele” e 58 minuti all’interno di “Omnibus”. Il referendum ha trovato ospitalita’ anche all’interno di “Ballaro'” con uno spazio di 29 minuti.
“Non ci piace fare i piagnistei -ha affermato Guzzetta- ma siccome le firme le stiamo raccogliendo con grande difficolta’ e ogni giorno dobbiamo fare i conti con un vero e proprio oscuramento dell’informazione, abbiamo deciso di presentare un esposto al Garante per le telecomunicazioni”, affinche’ disponga il ripristino di adeguati spazi informativi. L’iniziativa dei referendari si estendera’ anche ai vertici Rai e Mediaset (una lettera verra’ inviata pure ai direttori delle varie testate giornalistiche tv) ai quali verra’ chiesto un incontro per aprire i microfoni dei Tg alla raccolta delle sottoscrizioni. (segue)
(Ruf/Col/Adnkronos) 30-MAG-07 13:16

LEGGE ELETTORALE: GUZZETTA E SEGNI, BLACK OUT TV SU RACCOLTA FIRME (2) =
LEADER REFERENDARIO, VEDO SPIRARE IL VENTO DEL 1991…
(Adnkronos) – “Per definire questa situazione c’e’ un solo termine: scandaloso, come il ‘duopolio dei padroni’ Rai e Mediaset, che fingono di farsi concorrenza, ma poi dimostrano nei fatti che la tv del potere e’ sempre la stessa. Il messaggio trasmesso ai tg dai padroni del vapore e’ sempre lo stesso: il referendum e’ un elemento di disturbo, non deve passare e quindi non se ne deve parlare. Non vorrei che si stesse preparando una riedizione del 1991, quando il referendum sulla preferenza unica venne completamente oscurato dalla Rai. Allora alla guida del Tg1 c’era Bruno Vespa, che arrivo’ ad impedire al vice direttore Bruno Citterich di mandare in onda una mia intervista”.
Il parlamentare dei Riformatori Liberali, Benedetto Della Vedova, ha messo in evidenza come l’informazione dei Tg si sia concentrata soprattutto sul periodo iniziale della raccolta delle sottoscrizioni e ha definito “fastidioso e umiliante” dover ricorrere alla protesta per veder rispettato il diritto all’informazione.
“Dovremo chiedere al presidente della Rai Petruccioli -ha dichiarato- che almeno le sedi regionali dei tg diano conto delle iniziative referendarie sul territorio”. (segue) (Ruf/Pn/Adnkronos) 30-MAG-07 13:42

LEGGE ELETTORALE: GUZZETTA E SEGNI, BLACK OUT TV SU RACCOLTA FIRME (3) =
(Adnkronos) – “Il referendum -ha concluso il senatore dell’Ulivo, Natale D’Amico- e’ l’unico strumento in campo che possa permettere ai cittadini di dare una svolta alla politica. Ma il referendum e’ temuto. Per cui ritengo ci sia una scelta deliberata nel tenerlo nascosto”.
Proteste a parte e a dispetto dell’oscuramento, Giovanni Guzzetta si e’ detto “molto soddisfatto” per come sta procedendo la raccolta delle firme: “siamo arrivati a quota 157.000 in un mese. Un risultato mai raggiunto prima”. La campagna di sottoscrizione del referendum sulla fecondazione assistita ci era arrivata dopo due mesi.(Ruf/Pn/Adnkronos) 30-MAG-07 13:45

Apc-REFERENDUM/ PROMOTORI: OSCURATI IN TV, PRONTO ESPOSTO A GARANTE
“Una scelta deliberata, vogliono bloccare cambiamento”
Roma, 30 mag. (Apcom) – Uno “scandaloso oscuramento” da parte di quasi tutte le testate televisive, che risponde alla scelta deliberata di nascondere ai cittadini la possibilità di cambiare la politica” con il referendum per l’abrogazione della legge elettorale. Il comitato promotore della consultazione popolare denuncia l’assenza di spazio nei telegiornali e annuncia il contrattacco: è pronto un esposto al Garante per le comunicazioni, e contemporaneamente verrà chiesto un incontro ai presidenti di Rai e Mediaset, le principali responsabili – dati alla mano – del silenzio calato sulla raccolta delle firme. Che ciò nonostante, sottolineano i promotori, “ha raggiunto le 153 mila firme nel primo mese”.
Nella sede del comitato si ritrovano per una conferenza stampa il presidente Giovanni Guzzetta, insieme a Mario Segni, Benedetto Della Vedova e Natale D’Amico. I dati elencati da Guzzetta, sulla base di una ricerca del Centro d’ascolto Radio-Tv per il periodo tra il 23 aprile e il 23 maggio, sono inequivocabili: “Il Tg3 ha dedicato al tema 15 minuti, La7 11, il Tg1 9 minuti. Tg2 e Tg5 cinque minuti, Studio Aperto appena 56 secondi, il Tg4 zero”.
Meglio il Tg Parlamento, con 22 minuti, e le trasmissioni di approfondimento: Ballarò 29 minuti, L’Infedele e Omnibus circa un’ora ciascuno, evidenziando la “felice eccezione” rappresentata da La7. Ma la maggior parte del minutaggio è stata messa insieme nei primi due giorni della raccolta delle firme: “Dal 2 maggio ad oggi il Tg1 ha dedicato al referendum appena otto secondi”. Dati che contrastano con le delibere del Garante, che assegnano al referendum la stessa tutela del diritto d’accesso ai mezzi d’informazione riconosciuta alle altre consultazioni elettorali.
Sciorinati i dati, i promotori attaccano. Mario Segni è durissimo: “E’ scandaloso, ed è la conferma che l’informazione è gestita dal duopolio Rai-Mediaset che è sempre lo stesso, da quando il suo emblema principale, Bruno Vespa. Gia’ in occasione del referendum del ’91 sanzionò il suo vicedirettore Citterich perchè osò intervistarmi. Allora si andò al voto senza neppure un’intervista ai promotori: non vorrei che anche adesso si arrivi a tanto”. La lettura politica è chiara: “Il referendum disturba, e non se ne deve parlare”. Spiega Guzzetta: “Andiamo a toccare interessi consolidati” e il fronte “trasversale” che si oppone al referendum reagisce così: “Sul referendum gli schieramenti sono trasversali, ma evidentemente coloro che lo avversano hanno meno le mani in pasta rispetto a chi lo sostiene…”, osserva ancora Guzzetta. Rincara Della Vedova: “L’omissione di informazione non è più colposa, ma scivola nel dolo”.
La situazione poi, fa notare ancora il presidente del Comitato, diventa “paradossale” se accostata alle “lacrime di coccodrillo sull’antipolitica e il distacco della società civile”, visto che il referendum “riavvicina i cittadini alla politica”. Stesso ragionamento da Natale D’Amico: “La consultazione popolare è l’unico strumento in campo per ridare la parola ai cittadini, e allora siamo di fronte ad una scelta deliberata di nascondere agli elettori la possibilità di cambiare questa politica. Ma il problema è che si viene meno al dovere del servizio pubblico perchè la Tv è dominata da chi non vuole cambiare nulla”.
Infine, da Guzzetta arriva anche un’analisi sull’ultimo voto e sulla nascita di Pd e Partito dei moderati: l’astensionismo discende dalla “discrasia tra le aspettative create dalle elezioni politiche e i risultati di governo. Si vincono le elezioni ma non si riesce a governare, quindi il significato politico è la disaffezione verso un sistema che genera ingovernabilità”. Da qui anche le difficoltà di chi si propone grandi aggregazioni a vocazione maggioritaria: “E’ una strada impervia, perchè il sistema premia la frammentazione, e dunque non mi stupiscono le difficoltà del Pd” o il fatto che il Partito dei moderati “è per ora solo un’aspirazione volenterosa”. Il referendum però “favorisce l’aggregazione, e chi la ha a cuore dovrebbe sostenerlo…”.301400 mag 07


Comments are closed.