Dopo un giorno di dibattito sulla proposta di legge l’opposizione è unita e la maggioranza spaccata.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza

Italia Chi abbia seguito l’intera giornata di discussione alla Camera sulla proposta di legge in materia di conflitto di interesse avrà capito almeno due cose. La prima è che la maggioranza, che normalmente usa il “pericolo Berlusconi” come fattore di unità, questa volta si è spaccata anche su di un provvedimento anti-berlusconiano. Distinguo o insoddisfazioni sulla troppa o troppo poca “durezza” del testo sono giunte da svariati gruppi: Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Rosa nel pugno, Udeur… Quindi una proposta di legge che già per certo non ha i numeri al Senato, rischia a breve di non averli più neppure alla Camera. La seconda cosa chiara è che la maggioranza non intende prevenire il conflitto di interesse, cioè un abuso a fini personali e privati delle funzioni di Governo; intende impedire la partecipazione politica di chi detiene proprietà o attività private rilevanti. Così non si sanziona il “conflitto”, ma il mero “interesse”, cioè semplicemente la proprietà privata. L’alternativa è: o il cittadino rinuncia ad essere titolare dei propri beni, oppure cessa di essere titolare dei propri diritti politici.