Conflitto di interesse: Della Vedova, Non si sanziona il conflitto di interesse, ma la proprietà privata

Dopo un giorno di dibattito sulla proposta di legge l’opposizione è unita e la maggioranza spaccata.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza

Italia Chi abbia seguito l’intera giornata di discussione alla Camera sulla proposta di legge in materia di conflitto di interesse avrà capito almeno due cose. La prima è che la maggioranza, che normalmente usa il “pericolo Berlusconi” come fattore di unità, questa volta si è spaccata anche su di un provvedimento anti-berlusconiano. Distinguo o insoddisfazioni sulla troppa o troppo poca “durezza” del testo sono giunte da svariati gruppi: Comunisti Italiani, Italia dei Valori, Rosa nel pugno, Udeur… Quindi una proposta di legge che già per certo non ha i numeri al Senato, rischia a breve di non averli più neppure alla Camera. La seconda cosa chiara è che la maggioranza non intende prevenire il conflitto di interesse, cioè un abuso a fini personali e privati delle funzioni di Governo; intende impedire la partecipazione politica di chi detiene proprietà o attività private rilevanti. Così non si sanziona il “conflitto”, ma il mero “interesse”, cioè semplicemente la proprietà privata. L’alternativa è: o il cittadino rinuncia ad essere titolare dei propri beni, oppure cessa di essere titolare dei propri diritti politici.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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