Interrogarsi sulle ragioni di una differenza e di un ritardo politico e culturale

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia:

Alla vigilia del Family Day e della manifestazione dell’Orgoglio Laico, non posso che ribadire le ragioni che mi porteranno a disertare entrambi gli eventi.
Non sarò in Piazza Navona, perché non penso sia né giusto né opportuno individuare la “trincea della laicità” nella polemica e nella lotta anti-vaticana. Ma non sarò neppure in piazza San Giovanni, perché penso che sarebbe insensato cercare una rivincita contro i cambiamenti e la modernizzazione dell’istituto familiare, che negli ultimi 30 anni – grazie alla legge sul divorzio e alla riforma del diritto di famiglia – è divenuto più libero, giusto e responsabile di quello che il nostro ordinamento aveva ereditato dalla “tradizione”.
La mia posizione su questi temi è identica a quella del neo-presidente francese Sarkozy e a quella che maggioritariamente contraddistingue il centro-destra francese e in generale europeo: il massimo della “protezione” della famiglia e insieme il massimo della promozione dei diritti e delle prerogative delle coppie di fatto e di quelle gay in particolare, per le quali il neo-presidente francese propone di “creare un contratto d’unione civile che garantisca la perfetta uguaglianza con le coppie eterosessuali sposate, per quanto concerne i diritti alla successione, fiscali e sociali” (tutti i diritti dunque, escluso quello all’adozione).
Nella classe dirigente del centro-destra italiano questa posizione “alla Sarkozy” contraddistingue, oggi, una piccola minoranza. Gli altri, mediamente, la considerano “laicista” con più o meno ostentato disprezzo. Ma può il centro destra italiano definire “laicista” o “nemico della famiglia” Sarkozy o non deve piuttosto interrogarsi sulle ragioni politiche, culturali e anche elettorali di questa differenza e di questo ritardo che – io penso – occorre rapidamente recuperare?