Dal neo presidente francese massimo sostegno alla famiglia e pieno riconoscimento giuridico alle coppie gay

L’improvvida mossa del Ministro Bindi sugli inviti e i “non inviti” alla conferenza sulla famiglia e la discussione che ne è seguita segnano purtroppo l’inaccettabile arretratezza del dibattito politico italiano sulla questione omosessuale.
Più di altre considerazioni, credo importare ricordare la lezione che, anche su questo, è venuta dalla straordinaria e vincente campagna elettorale per le presidenziali francesi di Nicolas Sarkozy.

Per segnare la massima distanza del centro-destra francese da posizioni omofobiche Sarkozy ha voluto che negli organi dirigenti dell’UMP sedesse un rappresentante di Gay-Lib (associazione di gay di orientamento liberale), che è a tutti gli effetti una delle organizzazioni federate nel partito del centro-destra francese.
Inoltre, sul piano delle proposte politiche, in campagna elettorale il neo presidente non si è limitato a difendere i pacs per le coppie omosessuali, ma ha proposto di creare un contratto di unione civile che garantisca loro la perfetta uguaglianza con le coppie sposate.
Anziché combattere guerre di ideologia e di religione dal sapore passatista, sarebbe bene che guardassimo cosa accade negli altri paesi europei, dove, come in Francia, le politiche di sostegno alla famiglia si fanno davvero e dove contemporaneamente da tempo si è arrivati al pieno riconoscimento giuridico delle coppie gay, senza che questo abbia sconvolto la vita della società e delle “famiglie tradizionali”.