Ha vinto contro Chirac e contro Royal. Una grande prospettiva per il rinnovamento europeo.

Saluto con grande soddisfazione la netta vittoria di Nicolas Sarkozy alle elezioni presidenziali francesi. E’ la vittoria di una destra corale unita sotto una forte leadership e con un ambizioso programma di innovazione e riforme.
Con Sarkozy non vince però solo il rappresentante di un centrodestra moderno e riformatore contro una sinistra vecchia e conservatrice. Vince anche un’idea della Francia e dell’Europa opposta e alternativa a quella di Chirac e del gollismo tradizionale.

“Sarkò l’americano” ha vinto nel paese che, fino ad oggi, sembrava la trincea dell’anti-americanismo europeo e lo ha fatto lanciando una sfida aperta e senza sotterfugi. Ha proposto uno svecchiamento liberale del sistema sociale ed economico francese, in primo luogo ponendo un limite alla tassazione e un argine alla crescita della spesa pubblica e del pubblico impiego. Sul piano della politica internazionale il neo-Presidente ha virato in chiave decisamente “atlantica” senza sottrarsi ad una pragmatica proposta “blairiana” per una Unione Europea più “leggera”, ma più efficace. Sul piano sociale e della sicurezza ha coniugato il più grande programma di apertura e integrazione della popolazione immigrata con una politica severa e intransigente in difesa della legalità.
La vittoria di Sarkozy apre una grande stagione di rinnovamento e rilancio dell’Europa e del centro-destra europeo, cui il risultato francese dovrebbe insegnare che la strategia migliore è quella di puntare sulla modernizzazzione civile, economica e sociale e non quella di rincorrere l’ideale tradizionalistico e astratto della “destra dei valori”.