“Sulla cessione di Olimpia a Telefonica-Mediobanca-Generali-Intesa Sanpaolo, pesa l’ombra dell’interventismo di governo e maggioranza e l’esclusione dei piccoli azionisti

“La vicenda si conclude, auspichiamo che i nuovi proprietari vogliano e sappiano occuparsi dello sviluppo dell’azienda, sviluppo che è l’unico vero elemento di “interesse nazionale”. Il giudizio su questo ultimo (almeno per ora) atto della vicenda Telecom è però del tutto negativo, soprattutto per quanto riguarda il comportamento del Governo e della maggioranza.

Il sospetto è che a Telefonica sia riuscito ciò che non è riuscito a AT&T solo in ragione degli sponsor politici e dei partner finanziari “giusti”, cioè graditi al Governo. Un esecutivo che ha scelto la via di un pesante interventismo, tanto più grave quanto poco limpidamente esplicitato (mettendo all’ordine del giorno la separazione della rete o evocando i “rischi occupazionali” delle soluzioni meno gradite). Alla fine non si può che registrare una perdita netta di credibilità dell’Italia come paese in cui investire.

Infine, una considerazione. Si è agito nel rispetto delle regole – certo – ma anche “secondo prassi”, ossia escludendo dalla vicenda i titolari dell’80% del capitale Telecom: la questione delle scatole cinesi e dei capitalisti senza capitale (nel senso che, anche se li hanno, non li usano) non può essere archiviata fino al prossimo “caso Telecom”.