I liberali e il Family Day

Corriere della Sera 27 aprile 2007 pag. 45
Ha ragione Maurizio Ferrera a lamentare l’assenza di voci liberali nel dibattito sul Family Day.
I liberali, proprio perché guardano con diffidenza alle ambizioni palingenetiche della legislazione, dovrebbero guardarsi dall’uso della legge quale strumento culturale e simbolico della “resistenza” all’evoluzione del costume.

Oggi i difensori della “famiglia naturale” parlano dell’istituto familiare come di una struttura rigida e inalterabile, pena la sua dissoluzione: in realtà solo da 30 anni in Italia la riforma del diritto di famiglia ha affrancato questo istituto dai suoi presupposti maschilistici, istituendo un’effettiva parità tra uomo e donna che tutti ora riconoscono – giustamente – come un “valore”, non negoziabile anche nei confronti di altre culture presenti nel paese. E da meno anni l’omosessualità è uscita dal ghetto della “depravazione” nascosta e colpevole per divenire una condizione accettata e rispettata.

Avrei simpatizzato e probabilmente partecipato al Family day se i portavoce designati non avessero messo in chiaro che chi partecipa è contro i Dico (che neppure a me piacciono, ma per tutt’altre ragioni). Il rischio è che il 12 maggio non si invochi una politica di sostegno della famiglia, ma un sostegno politico ad una certa idea della famiglia e ad una certa idea (poco liberale) della legge come strumento di pedagogia di massa. Negli ordinamenti europei sono in genere tanto più forti le misure di sostegno alla famiglia (“quoziente familiare”, incentivi alla natalità e all’occupabilità delle donne con figli) quanto più sono estese le garanzie riservate alle coppie conviventi more coniugali al di fuori del vincolo matrimoniale (incluso il riconoscimento giuridico delle coppie gay). Tutto ciò, dalle parti del Family Day lo sanno benissimo. Ma sembrano voler porre la questione sul piano ideologico, mischiando un po’ di stato etico, un po’ di morale familistica e un resistente pregiudizio anti-omosessuale.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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