I referendum non destabilizzano alcunché, ma portano chiarezza. Proprio per questo, a differenza di quanto pensa Bertinotti, fanno un ottimo servizio alla democrazia.
Cosa chiedono i referendari e cosa propongono i referendum è chiaro: stabilizzare il bipolarismo, rendendolo più efficiente; semplificare il quadro politico, riducendone la frammentazione, attraverso un ragionevole innalzamento delle soglie di sbarramento. Peraltro, nessuno all’interno del Comitato Promotore esclude che la soluzione suggerita dal referendum e resa possibile dalla natura esclusivamente abrogativa del quesito possa essere migliorata dal Parlamento.
Su questi come su altri temi, l’avvio del procedimento referendario non impedisce, anzi accelera l’esame dei provvedimenti parlamentari, “costringendoli” entro tempi certi e definiti.
A questo proposito – proprio perché non penso che il referendum “congeli” l’attività parlamentare – per quanto mi riguarda ho presentato un progetto di legge ispirato al modello spagnolo, che mi sembra particolarmente efficace per rafforzare, pur sulla base di un sistema elettorale proporzionale, un assetto rigorosamente bipolare del sistema politico, senza penalizzare le forze politiche che abbiano un significativo insediamento regionale.








