Specializzandi ancora sul piede di guerra

Gli specializzandi delle Università di Roma La Sapienza, Roma S.Andrea , La Cattolica, Campus Biomedico, Tor Vergata si ritroveranno di nuovo davanti a Montecitorio, martedì 24 Aprile dalle ore 10,00 per invitare gli esponenti del governo a ritirare gli emendamenti proposti dalla conferenza Stato-Regione lo scorso 18 aprile. Le modifiche proposte dalla Conferenza Stato- Regione sono, per Federspecializzandi in netto contrasto con la natura formativa della legge 368/99 che regola, tenendo conto delle norme UE compiti e ruoli dei medici specializzandi. Il messaggio che le regioni hanno lanciato è stato quello di utilizzare i 22 mila specializzandi senza alcuna tutela lavorativa. "L’orario potrà essere concordato un maggior impegno (di 38 h) in base a singoli contratti aziendali" ricordano i rappresentanti dei giovani medici. "Inoltre i medici in formazione potranno sostituire il personale strutturato solo nei casi in cui l’attività assistenziale così prestata è funzionale al percorso di formazione culturale e professionale che ogni specializzando sta seguendo." È evidente, per gli specializzandi, che tale emendamento può dare adito ad un "uso" fuori luogo e non formativo, bensì sostitutivo del personale strutturato, del medico specializzando data anche l’assoluta arbitrarietà e mancanza di verifica con la quale le competenze professionali acquisite dai medici specializzandi vengono certificate al presente dalle scuole di specializzazione. Timori più che giustificati, a detta di alcuni specializzandi del La Sapienza di Roma che da tempo si trovano a sostituire ogni notte il medico strutturato, reperibile solo attraverso il cellulare.

Un servizio del TG2 che spiega la situazione dei medici specializzandi


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