Interviste – Telecom: tutti contro il Governo Prodi

Intervista a Benedetto Della Vedova di Nicola Maranesi
La Discussione
pag.1 del 18/04/07 www.ladiscussione.com

«La strategia è questa: prima il governo ha utilizzato Berlusconi come spauracchio nei confronti di AT&T. Ora che hanno raggiunto il loro obiettivo, Mediaset diventa il nemico numero uno da combattere». Benedetto Della Vedova, presidente dei Riformatori Liberali e deputato di Forza Italia, si concede solo questa lettura “dietrologa” sulla vicenda Telecom, l’unica interpretazione che l’ostentato atteggiamento della maggioranza gli strappa con forza dalla bocca. Perché non sono bastate le raccomandazioni di tutto il mondo istituzionale ed economico per convincere ministri, cariche dello stato e segretari di partito a tacere su vicende che non li riguardano: Melandri, Bertinotti e Di Pietro, in sequenza, sono intervenuti ieri per commentare, e osteggiare, l’eventuale ingresso dell’azienda del Cavaliere nella partita su Telecom. Su tutto il resto l’analisi di Della Vedova va a colpire le vicende che sono sotto gli occhi di tutti, ma che da sole bastano a seppellire sotto un mare di critiche la strategia dell’esecutivo.
«Da quando si è palesato l’interesse della cordata tex-mex -sintetizza Della Vedova- gli esponenti di governo sono sembrati morsi dalla tarantola protezionista, nazionalista e interventista».
Come giudica questa reazione?
Sbagliata.

Perchè?
Perchè si sono schierati contro un’operazione di mercato, minacciando di varare un decreto legge che vincolasse o scorporasse la rete. Questa, in base ai fatti, è l’unico vero problema che voglio sollevare. Non mi interessa sapere per chi l’hanno fatto o cosa c’è dietro.
Il ministro D’Alema, invece, dice che è stato tutto un fraintendimento.
Non so di cosa si duole D’Alema: forse lui non è direttamente responsabile, ma governo e maggioranza si sono mossi così. Intanto Prodi, da Tokio, si è dichiarato “non sorpreso” della fuga di AT&T.
Cosa significa?
Significa che ha lavorato pesantemente per quello: ci mancherebbe altro che si stupisse.
Lei quindi era favorevole all’ingresso degli americani?
Io dico questo: che la loro offerta potesse essere battuta da altri acquirenti, era nel gioco. Che sia cascata sotto il forcing del governo è una stortura. Sono piovute critiche da tutto il mondo: l’Ue, il Wall Street Journal, Montezemolo. Tutti contro le ingerenze di palazzo Chigi.
Hanno ragione loro, anche se altri Paesi, come la Francia, si comportano in questo modo. A proposito: la vicenda Telecom non le ricorda in qualche modo quella Enel-Suez?
Certamente, il succo della questione non cambia di molto. L’atteggiamento è altrettanto negativo, Ma almeno in Francia si muovono alla luce del sole, invece da noi è tutto fumoso.
I vertici di Telecom hanno ripetuto più volte, in questi giorni, che l’azienda gode di buona salute.
Sicuramente il flusso finanziario e i margini sono ancora positivi.
Altre voci, pur meno autorevoli come quella di Beppe Grillo, dicono il contrario.
Ma sicuramente qualche problema c’è: altrimenti, se tutto andasse bene, non si capirebbe perchè la proprietà dovrebbe vendere.
Una battuta su Colaninno: sarebbe opportuno un suo ritorno?
Non voglio dare dei giudizi sulle singole persone, e non sta alla politica in generale farlo.
Come agirebbe lei?
Mi interessa solamente scongiurare qualsiasi ingerenza della politica in questa direzione: nel quadro normativo italiano ed europeo spero che si affermi il partner con più soldi e con la voglia di investire nell’azienda. Chiedo solo questo.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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