Un candidato antiproibizionista negli Stati Uniti?

Di Matteo Mecacci da Notizie Radicali

Nel corso degli ultimi anni, l’attenzione dell’opinione pubblica e della classe politica americana sul tema delle droghe illegali si e’ molto ridotta rispetto a quanto avveniva in passato. Un motivo plausibile di questa minore attenzione, credo possa essere ricondotto all’esplosione della “guerra al terrorismo” come priorita’ della sicurezza nazionale; quello della lotta al terrorismo, e’ infatti un tema che si e’ sostituito alla “guerra alla droga” come cavallo di battaglia per i politici americani intenti a voler far rispettare legge ed ordine. Per questo motivo, credo che vada salutata con molto favore la decisione di uno dei candidati per la Presidenza degli Stati Uniti – che attualmente sono tutti impegnati nella campagna per le primarie – di dare il via libera all’approvazione di una legge che consente l’uso della Marijuana a fini medici nello stato del New Mexico. Il candidato in questione e’ Bill Richardson, che attualmente ricopre la carica di Governatore dello stato del New Mexico, e che compete nelle primarie per il partito democratico. Di Richardson ci siamo occupati gia’ a febbraio quando ne abbiamo ricordato la grande esperienza nel campo delle relazioni internazionali, essendo stato ambasciatore all’ONU durante l’amministrazione Clinton oltre che negoziatore con la Corea del Nord sul nucleare. Inoltre, Richardson ha sempre fatto della promozione della democrazia e dei diritti umani un connotato importante della propria politica estera, ed ha ricoperto anche la carica di Presidente dell’organizzazione non governativa Freedom House. In questi giorni Richardson e’ stato nuovamente nominato a capo di una delegazione bipartisan per negoziare con la Corea del Nord. Richardson e’ un sostenitore di riforme liberali in molti settori, ad esempio in quello dell’immigrazione o in quello dell’ambiente dove, insieme a Shwarznegger, e’ l’unico governatore ad avere dato il via libera a un serio programma statale in materia ambientale. L’impostazione liberale di Richardson si e’ confermata con l’approvazione della legge che autorizza l’uso della marijuana per scopi terapeutici per i malati che soffrano di gravi malattie come il cancro, l’AIDS, ma anche di altre malattie piu’ comuni, per le quali l’uso di questa sostanza ha ormai dimostrato ampiamente di portare benefici. A chi gli chiedeva se non temesse che questa decisione potesse metterne a rischio la candidatura per le presidenziali, Richardson ha risposto, che essendo la cosa giusta da fare, non temeva ripercussioni. Richardson e’ l’unico candidato che ad oggi, sia tra i democratici che tra i repubblicani, si sia espresso a favore dell’uso medico della Marijuana, e ad aver sottolineato come l’approccio dello Stato nei confronti delle droghe illegali, debba concentrarsi non tanto sulla repressione ma sulla prevenzione e sull’assistenza ai tossicodipendenti. Politiche certo non al 100% antiproibizioniste quelle di Richardson ma, dopo decenni di feroce proibizionismo che hanno riempito le carceri americane di consumatori di droga, si tratta di politiche meritano sicuramente di essere seguite con attenzione.


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