Cronache Imperiali. Hillary conversa.

Di Maria Luisa Rossi Hawkins, da New York
E’ il tardo pomeriggio quando Hillary Clinton entra nel salotto newyorkese di una anziana donna d’affari americana, i suoi ammiratori sono tutti già lì ad aspettarla. Per 5.000 dollari hanno il diritto a un caffè e una breve conversazione con lei in uno degli appartamenti più belli di Manhattan. Hillary, pur avendolo già visitato decine di volte, ostenta la sua meraviglia davanti alla padrona di casa che da anni finanzia il partito democratico. La conversazione è pacata, tanti convenevoli, pochi progetti, molte rassicurazioni, chiunque sia lì è per ricordare al senatore di essere un serio finanziatore che un giorno saprà farsi ricordare  qualora Hillary diventasse presidente.
Questo copione si ripete ormai da anni in decine di località degli Stati Uniti, a cocktails, cene, gala, conferenze e concerti ed oggi, forte dei suoi 26 milioni di dollari raccolti  nei primi tre mesi di quest’anno, Hillary Clinton svetta sulle copertine dei settimanali americani per aver raccolto più fondi di qualsiasi altro candidato americano  confermando la vittoria del “politics as usual


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