Sulla vicenda Telecom il Governo e la maggioranza stanno facendo tutto – proprio tutto – ciò che non si dovrebbe fare: interferiscono, fra blandizie e minacce, con le scelte degli azionisti e dei potenziali acquirenti del pacchetto di controllo di Olimpia; determinano, in modo irresponsabile, le variazioni del corso di un titolo quotato che, come è noto, non è indipendente agli annunciati o rivendicati mutamenti ope legis dell’assetto proprietario o societario della rete; auspicano e invocano cordate, disegni e alleanze per giungere ad una soluzione del problema Telecom politicamente “compatibile” con gli interessi dell’esecutivo; continuano ad usare l’Autorità sulle comunicazioni come strumento di pressione e di minaccia, in questo distruggendo completamente la credibilità di una istituzione che per essere autorevole deve essere ed apparire indipendente tanto dal Governo quanto dal mercato.

In questo quadro, la cosa più ignobile è il gioco delle parti che il governo sta mettendo in scena: all’irresponsabilità di Di Pietro (che oggi chiede nuovamente un esproprio della rete per decreto), corrisponde l’apparente “moderazione” di Rutelli e Gentiloni, che in realtà, come Di Pietro, stanno lavorando per dare corpo, in altra forma, al famoso “piano Rovati”. E se davvero Rutelli e Gentiloni con le loro equilibristiche elucubrazioni non fingono, ma pensano davvero di rappresentare un argine all’interventismo del Governo, essi finiscono comunque per fare il gioco di Prodi, di Di Pietro e degli “espropriatori” dell’esecutivo.