Della Vedova: Attenti al Rovati di turno…

Intervista a Benedetto Della Vedova di Désirée Ragazzi
Secolo d’Italia
4 aprile 2007 pag. 3

«Quello che sta accadendo in questi giorni ha radici lontane che risalgono al ’97, quando Romano Prodi privatizzò Telecom. II destino travagliato dell’azienda ha dimostrato che le privatizzazioni fatte attraverso la scelta del nocciolo duro e la riserva di poteri al governo si rivelano disastrose. In tutti questi anni ci sono stati troppi errori». Benedetto Della Vedova, deputato di Forza Italia e presidente dei Riformatori liberali, punta il dito contro le interferenze del governo nell’affaire Telecom. «A settembre – dice – con il piano Rovati c’è stata un’ingerenza di Prodi e dell’esecutivo intollerabile. Tutto questo ha prodotto un’accelerazione nella crisi ed è così che siamo arrivati ai nostri giorni. II difetto sta nel come si è proceduto alla privatizzazione».

Chi deve decidere il futuro di Telecom, il mercato o il governo?
Senza dubbio il mercato e gli azionisti.
È per questo motivo che ha sottoscritto l’appello del “Foglio”?
È la mia posizione da sempre. I governi di qualsiasi colore si devono astenere da interventi diretti o dal prendere posizioni. L’unica cosa da salvaguardare è il rispetto delle regole e degli azionisti, senza pregiudicare la scelta dei partner. Non sta al governo decidere chi deve acquistare. Se sceglie di favorire un acquirente offrendo o lasciando intuire che ci saranno contropartite, fa un gioco sporco.

II caso Telecom è l’ennesimo capitolo dello scontro di potere tra Prodi e i suoi alleati?
La faccenda è complessa. C’è uno scontro nel centrosinistra a 360 gradi. Su Telecom abbiamo posizioni diametralmente opposte. C’è molta confusione.

La sinistra sta invocando l’italianità…
Non ha senso. All’azienda serve qualcuno che possa acquistare con soldi veri e qualcuno che possa garantire investimenti e abbia un progetto industriale che porti allo sviluppo. “At&t” ha queste caratteristiche: soldi e capacità. Non servono i passaporti per rilanciare l’azienda.

Che cosa ne pensa della dichiarazione di Prodi:«Mica sono arrivate a me queste offerte? Come faccio a valutarle?».
Prodi dovrebbe far corrispondere le parole ai fatti. Le offerte non sono arrivate a lui e perciò non se ne deve occupare. Dovrebbe pensarci la Consob a far sì che le regole siano rispettate, evitando che si occupi di tutta la faccenda il Rovati di turno.

II “Financial times” sostiene che la vera questione è se Olimpia controlla ancora Telecom…
Se “At&t” ha deciso di comprare acquisendo il pacchetto detenuto da Olimpia è perché Olimpia controlla Telecom.

L’indirizzo strategico è nelle mani del Parlamento, così come sostiene Bertinotti?
Macché. Bertinotti sbaglia due volte. Sul piano del metodo perché rivendica al Parlamento un ruolo di indirizzo e di controllo sulle scelte di società private. Ruolo che il Parlamento non ha. Sul piano del merito, inoltre, Bertinotti auspica un ritorno al passato, che assegni alla politica il compito di fissare i limiti agli operatori di mercato sui settori strategici del sistema-paese.

Non le pare che in molti a sinistra abbiano nostalgia del piano Rovati?
C’è questo rischio…

Non è sospetto che ci sia stata questa levata di scudi prima contro l’ipotesi Murdoch, poi contro
la spagnola Telefonica, e ora contro le offerte americane e messicane?
Risponde a un’idea astratta di difesa di italianità. Il problema è: c’è un soggetto italiano in grado di assicurare il futuro dell’azienda? Finora non mi pare che se ne sono visti. Ora siamo al banco di prova e verificheremo se il governo crede nel mercato e nelle liberalizzazioni.

E l’ipotesi che prevedeva l’integrazione industriale tra Mediaset e Telecom?
Se prescindesse dalla politica è una prospettiva sensata e ragionevole. Ma la sinistra vuole a tutti i costi penalizzare e ridimensionare Mediaset…


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