Iran-Gb: Della Vedova, Governo non sia né sembri ‘equivicino’ fra Londra e Teheran

Presentata interrogazione: si sostenga posizione britannica in sede U.E, i militari inglesi non sono prigionieri, ma ostaggi.

La cattura di 15 marinai inglesi nello Shatt-al-Arab, con l’accusa di violazione delle acque territoriali iraniane, costituisce l’ennesima e minacciosa sfida che le autorità di Teheran portano non solo alla Gran Bretagna ma all’intera comunità internazionale. E a questa sfida occorre dare una risposta ferma e risoluta. Per sapere se questo sia anche l’avviso del Governo italiano ho presentato quest’oggi una interrogazione al ministro degli esteri. Il riserbo tenuto in questa vicenda è quantomeno sospetto, a maggior ragione in considerazione delle “ottime relazioni” fra il Governo di Prodi e quello di Ahmadinejad.

L’Italia su questo caso non può essere né sembrare equivicina tra Londra e Teheran.
L’esibizione pubblica dei militari catturati; la minaccia di un processo e di una dura condanna, anche capitale; la richiesta di “scuse” (cioè dell’ammissione che i militari catturati fossero impegnati in attività di spionaggio) al governo di Londra; le dichiarazioni e le confessioni estorte ai prigionieri: è un vero e proprio catalogo di indecenze quello a cui il regime di Teheran sta ricorrendo per accrescere la pressione politica e mediatica nei confronti della comunità internazionale.
I militari inglesi detenuti in Iran non sono quindi prigioneri, ma veri e propri ostaggi della politica di potenza e destabilizzazione internazionale messa in campo – e non da oggi – da parte del regime di Teheran.
Dopo l’appello lanciato quest’oggi dal Ministro degli esteri britannico Margaret Beckett e le parole di Solana è necessario che l’Italia si schieri risolutamente e pubblicamente a favore della richiesta di liberazione incondizionata degli ostaggi inglesi.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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