Pensioni: Della Vedova, La migliore ‘riforma’ è attuare le riforme già approvate

Per gli effetti paradossali della retorica politica di cui l’Unione è indiscussa maestra, Il Governo definisce “riforme” proprio le proposte volte ad affossare le poche riforme concretamente immesse nel sistema previdenziale nell’ultimo decennio.
Sullo scalone e sulla revisione dei coefficienti all’atteggiamento irresponsabile del sindacato rischia di corripondere un attegiamento altrettanto irresponsabile di un Governo senza numeri, senza idee, senza unità di indirizzo politico e senza coraggio nell’immaginare una riforma del welfare analoga a quella realizzata, in alcuni paesi europei, anche da maggioranze socialiste.

In questo quadro, in materia previdenziale la migliore riforma a cui l’opposizione deve attivamente concorrere è quella di attuare le riforme già approvate. Occorre dunque attivare il meccanismo del cosiddetto ‘scalone’ e – una volta acquisito definitivamente l’aumento per l’età minima pensionabile – valutare l’esigenza finanziaria di una modifica dei coefficienti di trasformazione. Senza cedimenti alla demagogia e alle convenienze di breve periodo di chi guarda ai prossimi 2 o 3 anni e non si domanda nulla sui prossimi 20 o 30 anni.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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