Taradash: Mastrogiacomo, Belpietro, il mestiere di giornalista, e le dimissioni di Sircana.

Articolo di Marco Taradash per l’Opinione del 21 marzo
Due eventi hanno dominato le prime pagine dei giornali nelle ultime due settimane: il rapimento dell’inviato di Repubblica Daniele Mastrogiacomo sequestrato e poi rilasciato dai Talebani, e l’inchiesta cosiddetta Vallettopoli, diventata un affaire di Stato dopo il coinvolgimento del portavoce del Governo Silvio Sircana. Due vicende che non potrebbero essere più distanti, per la drammaticità della prima e l’atmosfera da vaudeville della seconda, ma che pongono entrambe la stessa questione: qual è il mestiere del giornalista? Che cosa deve fare un giornalista di fronte a una scelta che può mettere a repentaglio la sicurezza, la tranquillità, la carriera o addirittura la vita di altre persone?
Dopo la liberazione di Mastrogiacomo molti commentatori si sono posti ad alta voce le domande che prima circolavano sottotraccia: è giusto che la voglia di scoop di un inviato di guerra dia origine a una crisi internazionale che rischia di indebolire le alleanze di cui facciamo parte offrendo nuove munizioni mediatiche e militari al nemico? Vittorio Feltri ha detto con la massima chiarezza, come al solito, che lui un reportage come quello non l’avrebbe mai autorizzato, e ci ha descritto “la storiaccia imbarazzante


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