Mastrogiacomo: Della Vedova, No all’equivicinanza tra Karzai e talebani, obiettivo disarmare terroristi

Felici per la liberazione di Mastrogiacomo, ma la politica estera del governo non può essere quella di Gino Strada.

Dichiarazione di Benedetto Della Vedova, Presidente dei Riformatori Liberali e Deputato di Forza Italia

Fino alla liberazione di Mastrogiacomo, di cui siamo molto felici e grati a quanti vi hanno attivamente concorso, l’atteggiamento dell’opposizione è stato più che responsabile e amichevole nei confronti della maggioranza e ha lasciato al governo la più ampia e incontestata possibilità di manovra.
Il Governo ha scelto una linea che ha comportato un indubbio riconoscimento e successo politico per le fazioni militari talebane. Ha scelto un canale di mediazione – quello di Emergency – che si è rivelato efficace, proprio perché non inviso ai carcerieri di Mastrogiacomo. E ha così ottenuto la liberazione dell’ostaggio grazie – cosa che i più omettono – innanzitutto al sacrificio compiuto da Karzai e dalle legittime autorità di Kabul, che hanno accettato di scambiare la vita di un italiano con la libertà di cinque terroristi talebani.
Però ora la politica estera italiana in Afghanistan non può divenire una continuazione, con altri mezzi, della trattativa per la liberazione dell’inviato di Repubblica. Non può essere e neppure apparire neutrale o “equivicina”.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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