Il Polo e i Dico, il lievito liberale di Sofia Ventura

Articolo pubblicato sul Corriere di Bologna dell’11 marzo
Dopo la manifestazione per i «diritti civili» organizzata a Roma dai movimenti gay, a Bologna si è tenuto un convegno di Alleanza nazionale per discutere del riconoscimento delle coppie di fatto e delle coppie omosessuali. Si sono confrontati il presidente nazionale della Consulta etico-religiosa di An Riccardo Pedrizzi e il deputato diessino Franco Grillini dell’Arci Gay. Con loro anche il deputato di An Enzo Raisi, che già era intervenuto sul tema, sostenendo la necessità di riconoscere i diritti delle unioni di fatto, comprese quelle tra omosessuali, ma senza equipararle alle famiglie tradizionali.
L’impegno suo e di quanti cercano di creare una breccia nell’atteggiamento di chiusura del partito di Fini (il leader di An, in realtà, appare molto più ‘moderno’ della sua organizzazione) è di estrema importanza per tutto il centro-destra.  Anche qui si parla di partito unico. Sappiamo che esiste la tentazione di farne un partito di difesa « della tradizione ». Ma siamo convinti che una simile formazione non potrebbe mai aspirare ad essere maggioritaria nel paese.
Sappiamo anche che non si può pretendere che un grande partito di destra sposi in toto posizioni libertarie. Ciò che ci si può aspettare, però, è che esso, in nome di un atteggiamento liberale e pragmatico, sia aperto al confronto tra posizioni diverse. Posizioni che, quando coinvolgono questioni etiche e morali che toccano la sensibilità e la vita dei cittadini, potrebbero – senza scandalo – dare vita ad alleanze trasversali.
L’appello di Raisi a non  affrontare la questione in modo  ideologico ma attraverso un confronto serio costituisce un punto di partenza importante per la costruzione di una destra moderna in Italia. La quale, d’altro canto, non può non guardare alle esperienze delle altre democrazie occidentali, dove i movimenti omosessuali hanno cittadinanza anche all’interno dei partiti del centro-destra (cosa che non si può dire per GayLib, «Gay liberali di centro destra»). Alleanza nazionale e Forza Italia possono continuare ad ignorare questi dati di fatto? A proposito di quest’ultima, poi, ci chiediamo che strada intenda intraprendere. A Roma i Riformatori liberali di Marco Taradash e del deputato di FI Benedetto della Vedova hanno aderito alla manifestazione di Piazza Farnese in totale solitudine. In Emilia le voci più autorevoli degli azzurri, da Isabella Bertolini a Fabio Garagnani hanno rappresentato la linea più tradizionalista del partito. Ma se l’obiettivo è quello di un grande partito a vocazione maggioritaria, è ormai arrivato il tempo di una discussione più laica e costruttiva anche nel partito di Berlusconi.


Autore: Sofia Ventura

Nata a Casalecchio di Reno nel 1964, Professore associato presso l’Università di Bologna, dove insegna Scienza Politica e Sistemi Federali Comparati. Studiosa dei sistemi politici in chiave comparata, ha dedicato la sua più recente attività di ricerca ai temi del federalismo, delle istituzioni politiche della V Repubblica francese, della leadership e della comunicazione politica.

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