Diritti civili e gay /La Cdl si ricordi degli elettori laici e si allinei alla destra europea e Usa

intervista a Benedetto Della Vedova di Barbara Alessandrini
Opinione
16 marzo 2007 pag. 2
I Dico, senza nemmeno aver visto la luce, sono ormai in agonia. Prima di avviar la discussione in commissione Giustizia, in Senato sulle coppie di fatto, Cesare Salvi ha già escluso possano essere il testo base da cui far partite il confronto.  Dal centro destra gli unici ad aver assunto una posizione articolata rispetto ai Dico sono stati i Riformatori liberali il cui presidente, oltre che deputato di FI, Benedetto Della Vedova, commenta l’iter che ne ha potato all’elaborazione e la reazione dl protesta che la sua presenza ha suscitato alla manifestazione voluta dal centrosinistra.

Alla manifestazione “Diritti ora” Le sono piovuti addosso i fischi della platea. Cosa ha scatenato questa reazione, il riflesso condizionato dalla contrapposizione ideologica per la presenza di un politico della Cdl o è il segno che il primato della difesa dai diritto civili è a completo appannaggio del centrosinistra a fronte di un centrodestra che sembra aver sparato via ogni traccia di liberalismo e laicità?
Mi è capitato già l’anno scorso di partecipare ad una manifestazione analoga in cui i fischi erano ancora più numerosi di quelli ricevuti sabato scorso, che, per altro, sono stati abbondantemente compensati dagli applausi di chi ha colto il senso politico della presenza, in una manifestazione sulle rivendicazioni civili della comunità gay, di un esponente del centro destra.che era li ad esprimere un’idea minoritaria nella Cdl. Voglio ripetere che io mi trovavo in una piazza convocata da organizzazioni che fanno riferimento al centrosinistra  come politico della Cdl favorevole al riconoscimento giuridico delle coppie gay anche se in disaccordo sull’impostazione data dal centrosinistra inaccettabile per i laici e liberati.

E allora perché i fischi?
Quelli sono arrivati quando ho citato Sarkozy, Giuliani e la Merkel come esempi di politica che va oltre la tutela dei diritti sociali e di un passo avanti sulle unioni civili omosessuali. faro stanno spostando il fulcro del confronto sulla necessità di nuove leggi sulle unioni gay.

In Europa e negli Usa si moltiplicano i segnali di apertura e su questi temi anche dai partiti di tradizione conservatrice. Come giudica la controtendenza della Cdl italiana? Si è conclusa l’esperienza laica al suo interno?
Il  rischio palpabile di questo arroccamento della politica della Cdl su
posizioni di totale chiusura sui diritti civili e sui temi eticamente sensibili è duplice: da una parte, ed è il pericolo minore, La Cd ( italiana si sta progressivamente isolando dagli schieramenti di centro destra del mondo occidentale. Cioè dalle correnti di rinnovamento europeo e americano. Basterebbe captare il segnale che viene dai Repubblicani americani i cui maggiori candidati alla nomination per le presidenziali, Rudotph Giuliani e Jhon Mk Caine hanno presentato un bagaglio culturale e politico di cui sono parte integrante le unioni civili omosessuali. Ma il rischio più evidente è quello, interno a Forza Italia, di perdere una parte molo consistente del suo elettorato. Quello che, essendo sensibile a questi temi e; senza fondamentalismi laicisti, chiedendo un approccio laico ai diritti civili, ha apprezzato la mia presenza ad una manifestazione anche se non era organizzata da FI

La Cdl si conferma come fronte del no sempre e comunque al confronto con la comunità gay?
Tranne poche eccezioni sì, con l’aggravante paradossale, che la punta di diamante della Cdl sul piano dell’apertura al ‘gay issue’ é rappresentata da Umberto Bossi che ha dichiarato la necessità di riconoscere i diritti civili delle coppie omosessuali. Credo che l’ articolazione delle posizioni sia sana, fisiologica; ed elettoralmente auspicabile. Rispetto ai magistero della Chiesa, una Cdl acriticamente prona ad esso è scontenta molti nostri elettori. Tengo a puntualizzare che il mio obiettivo non é quello di portare nell’ambito delta Cdl le istanze del centrosinistra da cui divergiamo per la nostra avversità alla visione da stato sociale, e addirittura liberticida che ha animato Il disegno di legge ormai naufragato. Ma di concorrere con l’attuale maggioranza nell’elaborare le possibili risposte che, per quanto riguarda noi Riformatori Liberali, devono essere soluzioni liberali e non di assistenzialismo.

Dopo le accuse dell’Osservatore Romano è arrivato il divieto da parte del Papa ai politici cattolici, di votare i Dico o, si suppone, qualsiasi altra loro versione corretta. Insomma quel testo, secondo molti riprova che la politica del centrosinistra si é piegata all’omofobia della dottrina cattolica, ha finito, per scontentare tutti. Anche la comunità gay che non vuole tanto tutele sociali quanto il riconoscimento dei diritti civili…
Io eviterei i toni estremi come quello di omofobia della chiesa che ha, per sua natura, una vocazione all’ingerenza nella sfera dello Stato. Alla politica il compito dì salvaguardarsi dalle pressioni eccessive e di difendere l’approccio laico ai problemi della Res Pubblica.
Per quanto riguarda strettamente l’elaborazione dei Dico per il futuro si deve evitare l’errore di metodo che ha prodotto un imbastardimento della discussone ingabbiandola nella contrapposizione maggioranza-opposizione. E` stata così pregiudicata La possibilità di aprire il confronto su un tema che non dovrebbe essere assoggettato all’antagonismo fra gli schieramenti. Anche il merito del disegno di legge sulle coppie di fatto è risultato assolutamente risibile perché non ha accontentato nè la chiesa né chi, a partire dalla comunità gay ma non solo, si aspettava un salto di qualità in materia di diritti civili.
I Dico sono un disegno dì legge di bassissimo profilo e il mio auspicio, come quello di tanti altri, anche in seno al centrodestra, è che si possa ripartire dal Parlamento elaborando un testo più ambizioso e svincolato da arroccamenti di schieramenti.


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