Sarò a Roma, no alla destra omofobica

Intervista a Benedetto della Vedova di Virginia Piccolillo da Il Corriere della Sera dell’8 marzo 2007 pag. 11
ROMA – «Il centrodestra sbaglia a non venire in piazza. I diritti dei gay vanno difesi non solo dai rigurgiti omofobi, ma anche da chi ha paura che dando un riconoscimento giuridico alle coppie omosessuali si distrugga la famiglia». Benedetto Della Vedova, presidente dei riformatori liberali e deputato forzista, in piazza sabato ci sarà. Perché sostiene i Dico? «Non li difendo affatto. Giuridicamente non dicono nulla, politicamente hanno impedito che il provvedimento venisse approvato». In che modo? «Se il testo fosse arrivato in Parlamento i liberali della Cdl lo avrebbero potuto appoggiare. Il governo invece ha avuto l’ ambizione di farlo suo. E poi lo ha mollato». Allora perché manifesterà? «Perché è ora che le coppie omosessuali abbiano un riconoscimento giuridico, al di là dei sotterfugi, come mescolarli alle coppie di fratelli». Non andrebbero tutelate anche le coppie non gay? «La priorità è dare un riconoscimento di serie A alle coppie omosessuali. Io presenterò una legge a riguardo». Però la Cdl è contro la tradizione familiare del nostro Paese «In Italia fino a 60 anni fa non c’ era il voto alle donne. La tradizione è in divenire. Del resto in Francia nel direttivo del partito di Sarkozy siede un dirigente di gaylib: associazione omosessuale di destra». Pari diritti alle unioni gay anche in tema di adozione? «No, qui porrei un limite». Non c’ è contraddizione con il principio di pari dignità? «Su questo avrei una posizione prudente. Per tutelare i diritti dei figli ad avere una famiglia di tipo tradizionale». Riconoscerebbe ai gay la pensione di reversibilità? «No, ma riconoscerei il diritto di gestire i beni acquisiti, rientrare nell’ eredità, subentrare nell’ affitto». La manifestazione si schiera contro la linea Ruini e contro il clericalismo. Lei sarà di nuovo accanto ai radicali. «Io però penso che il protagonismo di Ruini sia nel segno della laicità e non del clericalismo. Ruini che parla al Tg1, entrando nell’ agorà politico è laico e fa bene il suo lavoro. Il problema è stato il centrodestra». Perché? «Si è schiacciato su quelle posizioni, Berlusconi a parte, mostrando un’ ipersensibilità più diffusa più tra gli eletti che tra gli elettori».


Comments are closed.