Giustizia: No alla Controriforma

GIUSTIZIA/ FI BOCCIA DDL MASTELLA MA UDC FRENA:SI PUO’ DIALOGARE A convegno spazio anche ad autocritica per scelte governo Cdl Roma, 8 mar. (APCom) – Le barricate di Forza Italia per opporsi alla riforma Mastella sulla giustizia non convincono fino in fondo l’Udc, decisa a non escludere la via del dialogo. Al convegno dei Riformatori liberali di Benedetto Della Vedova e Marco Taradash sulla ‘contro-riforma’ voluta dal centrosinistra le due opposizioni, dunque, rendono chiaro il diverso atteggiamento della Cdl sul delicato tema della giustizia. All’incontro, però, c’è anche spazio per l’autocritica sui 5 anni di governo Berlusconi. Autocritica con sfumature diverse: più accentuata quella targata Udc, più soft quella di FI. Su un punto sono tutti d’accordo: il Parlamento voti contro il ddl, almeno nella sua veste attuale. Lo dice anche Michele Vietti, spiegando: “Questa riforma Mastella non va bene, non credo l’Udc la possa votare. In Parlamento dobbiamo fare opposizione”. Ma poi aggiunge, aprendo al confronto: “A noi interessa che si raggiunga la terzietà del ‘controllore’, Perciò, se da parte di Mastella ci fosse disponibilità a trovare una formulazione in questo senso, noi saremmo disposti al dialogo”. Posizione, questa, distante anni luce dalla linea dura enunciata da Gaetano Pecorella e Giuseppe Gargani. “Con la controriforma Mastella – spiega Pecorella – si applica una sostanziale eliminazione della separazione delle carriere e delle funzioni, riportando la magistratura ad essere un soggetto politico unitario. E si ridà alle correnti il ruolo di gestione interna della magistratura, introducendo inoltre un meccanismo che consente l’epurazione del singolo magistrato”. Sulla stessa linea d’onda Gargani. “Il governo, presentando questo provvedimento, dimostra di non avere una cultura istituzionale. Se la minoranza vuole – è la chiamata alle armi di Gargani – in Parlamento questo provvedimento non passa. Voteremo contro, questo è certo, e ognuno si assuma le proprie responsabilità”. “Il potere della magistratura – è la tesi dell’esponente azzurro – è aumentato progressivamente dal dopoguerra ad oggi, e con questo potere dobbiamo fare i conti. Non si tratta di sopprimerlo, non è nostra intenzione farlo, ma di regolarlo”. Come detto, l’autocritica trova spazio nel convegno. Il più duro è Vietti: “Ho avuto non pochi contrasti con Castelli, quando ero al ministero, e ho criticato scelte di basso profilo e respiro corto. Se tornassimo al governo – aggiunge – dovremmo occuparci degli aspetti più importanti della questione della giustizia, piuttosto che intervenire in modo sprovveduto sull’iter dei processi, cosa che ci ha fatto perdere troppo tempo”. Critico anche il professor Giorgio Spangher, per quanto poteva essere e non è stato fatto, mentre una lettura diversa la offre Pecorella: “Ovviamente nella scorsa legislatura potevamo fare di più, ma abbiamo portato avanti due importanti riforme. Abbiamo perso tempo? Il tempo perso nell’arco dei 5 anni di governo è stato irrilevante”.

GIUSTIZIA:PECORELLA,RIFORMA RIDA’ VOCE A CORRENTI MAGISTRATI (ANSA) – ROMA, 8 MAR – Il capogruppo di FI in commissione Giustizia alla Camera Gaetano Pecorella boccia senza appello il disegno di legge sull’ordinamento giudiziario approvato ieri dal Consiglio dei Ministri nel corso del convegno sulla Giustizia promosso dai riformatori liberali Marco Taradash e Benedetto Della Vedova. E lo attacca per due ragioni. ”La prima – dichiara il deputato di FI – e’ che attraverso l’eliminazione della separazione delle carriere e delle funzioni si riporta la magistratura ad essere un soggetto politico unitario”. ”La seconda – prosegue Pecorella – e’ che si rida’ alle correnti un ruolo di gestione interna della magistratura introducendo inoltre un meccanismo che consente l’epurazione del singolo magistrato”. Pecorella pero’ non vuol sentir parlare di autocritica e dissente da quanto sostenuto dal portavoce dell’Udc Michele Vietti secondo il quale nei cinque anni precedenti (quando il parlamentare centrista era sottosegretario alla Giustizia) sono state fatte ”scelte di basso profilo, rincorrendo tentativi sprovveduti sull’iter dei processi, anziche’ trovare soluzioni di ampio respiro”. A cominciare dalla riforma dell’ordinamento giudiziario Castelli che secondo Vietti era ”piuttosto pasticciata”. ”Non e’ vero che si e’ trattato di scelte di basso profilo – replica Pecorella – sono state fatte invece provvedimenti importanti alcuni dei quali pero’, come la legge che portava il mio nome, sono stati azzerati dalla Corte Costituzionale”. (ANSA).


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