Afghanistan: Della Vedova, Proposta su oppio ragionevole, ma occorrono condizioni di sicurezza

“Sull’ipotesi di riconversione commerciale della produzione di oppio afgano, occorre avere una posizione prudente, ma non preconcetta. In un mercato legale di oppio prodotto a fini medicinali oggi controllato per la gran parte da Turchia e India, lo spostamento di sempre più ampie quote di produzione in Afghanistan potrebbe rappresentare una forma di finanziamento internazionale della ricostruzione dell’Afghanistan. Ad oggi la stima, per difetto, della domanda globale di oppio per la produzione di farmaci è di 5000 tonnellate annue, mentre la produzione afgana di oppio è stimata in 6100 tonnellate.

Non c’entrano nulla il proibizionismo e l’antiproibizionismo. C’entra, piuttosto, l’idea di arginare gli effetti criminali di una produzione che nessuna strategia di “eradicazione” è riuscita ad arginare. Vi sono stati tentativi dell’ONU perfino di un accordo con i talebani (siglati da Arlacchi quando era alla guida dell’UNODC), ma la produzione ha continuato a crescere e continua a crescere esponenzialmente.
La domanda di farmaci derivanti dall’oppio è in forte crescita ovunque, e velocemente crescerà nei prossimi anni. Dunque esistono anche condizioni “di mercato” che suggeriscono la praticabilità di questa proposta. La condizione politica perché questa proposta possa trovare un concreto riscontro è però, ovviamente, che le produzioni legali di oppio siano controllabili, e che quindi in Afghanistan siano ripristinate condizioni di sicurezza e di sovranità che rendano i contadini e non i talebani beneficiari dell’apertura di un mercato legale per l’oppio afgano.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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