“I “dubbi procedurali” che arrivano dalla Commissione Europea sull’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari confermano il carattere dirigista della misura, la quale – secondo il commissario per le telecomunicazioni Reding – avrebbe invaso il campo di attività e l’indipendenza dell’Autorità per le Comunicazioni, ridotta a mera esecutrice del provvedimento governativo.
Se il comportamento delle compagnie telefoniche presentava profili di illegittimità, dal punto di vista della concorrenza e della congruità delle tariffe, titolari di eventuali azioni coercitive sarebbero state le Autorità indipendenti, non l’Esecutivo.

Invito il Governo ed il Parlamento, in sede di conversione del decreto Bersani, a rimediare a questi errori grossolani: ridurre i prezzi ed aumentare la trasparenza per i clienti della telefonia mobile è possibile solo usando meccanismi di mercato, anzitutto cancellando l’iniquo e antistorico balzello della tassa di concessione governativa che grava sugli abbonamenti di telefonia mobile, e che ha contribuito a spingere verso il sistema a ricarica la quasi totalità degli utenti.”