Al via la mobilitazione dei medici specializzandi

Comunicato della Presidenza di FederSpecializzandi

Da anni 22000 medici specializzandi italiani prestano assistenza presso il SSN in condizioni di sfruttamento lavorativo, senza una retribuzione dignitosa, senza tutele ontrattuali, e a fronte di una formazione scarsa e spesso inadeguata. Dopo il tanto atteso finanziamento della legge 368/99 avvenuto con la Finanziaria 2006, gli specializzandi aspettano l’uscita di un DPCM che porti finalmente all’attuazione dei contratti di formazione specialistica. Durante lo scorso autunno anche il Parlamento ha sollecitato un intervento tempestivo del Governo in tal senso, attraverso le parole dell’On. Marino, Presidente della Commissione Sanità del Senato ed espressione in questo caso della voce unitaria di tutta la commissione. Più recentemente il Ministro Mussi è stato invitato a chiarire tale situazione anche da una lettera unitaria di CGIL-CISL-UIL. Tuttavia, ad oggi la situazione dei medici specializzandi non appare cambiata, anzi va peggiorando. Il decreto che deve portare all’attuazione del contratto è infatti bloccato da mesi nella burocrazia e nelle discussioni tra Ministeri della Salute e dell’Università, senza alcuna giustificazione plausibile. Nel frattempo si sta sviluppando una situazione di anarchia sempre più grave, in cui le regole su assicurazione, malattia, tutela della maternità, responsabilità assistenziali e garanzie formative sono indefinite e in cui ogni ateneo e azienda ospedaliera recepisce la legge a modo proprio. Non consideriamo più sostenibile tale lentezza amministrativa, specchio della mancanza di considerazione anche da parte di questo Governo verso una categoria fondamentale per il futuro della salute dei cittadini. Altrettanto inammissibile è l’ennesimo ritardo dell’uscita del bando di concorso per l’esame di ammissione alle Scuole di specializzazione e l’assenza di impegno da parte del Governo a sanare tale ritardo, che per inefficienza amministrativa si trascina da anni. Per questo Federspecializzandi ha indetto una prima giornata di mobilitazione nazionale dei medici in formazione specialistica, che intende essere solo l’inizio di un percorso di protesta e alla quale hanno aderito specializzandi in decine di città. Un sostegno alla protesta è stato dichiarato anche da altri esponenti del mondo della sanità e della formazione come -per citare alcuni fra i più solleciti- l’Ordine dei Medici della Provincia di Padova e Milano, e la Facoltà di Medicina e Chirurgia dell’Università di Bologna e Pavia. Dalle ore 8 di venerdì 2 marzo si asterranno dalle prestazioni assistenziali i medici specializzandi di Roma, Milano, Bologna, Padova, Pisa, Trieste, Varese, Pavia, Ferrara, Modena, Palermo, Messina, Ancona, Sassari, Cagliari, Genova con manifestazioni locali nei policlinici e per le strade delle città. Sabato 3 marzo è convocata alle ore 14 presso l’aula.. del Policlinico Umberto I a Roma un’assemblea nazionale dei medici in formazione specialistica, dove verranno stabilite le prossime tappe della mobilitazione. Chiediamo al governo che si appresta a rientrare in carica risposte rapide e concrete: Per l’uscita immediata del DPCM che applica il contratto di formazione specialistica previsto dalla legge 368/99; per l’emanazione di un regolamento attuativo della legge, che stabilisca finalmente in maniera chiara ed univoca diritti formativi e responsabilità assistenziali uguali per tutti gli specializzandi; per l’uscita immediata del Bando di Concorso per l’ammissione alle scuole di specializzazione e il ritorno a una tempistica regolare nei bandi di concorso; per la tutela quindi di un’assistenza sanitaria presente e futura che operi con obiettivi di qualità e nel rispetto di chi vi lavora e della salute dei cittadini.


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