Cellulari: Della Vedova, l’unico ‘costo di ricarica’ ora è quello che va allo Stato

“Da lunedì 4 marzo l’unico costo delle ricariche per i cellulari sarà quello costituito dalla tassa di concessione governativa sugli abbonamenti, un balzello che esiste solo in Italia e che è la vera causa della “bolla” delle ricariche.
L’abolizione dei costi di ricarica dei cellulari, varata dal decreto Bersani in nome della trasparenza e della riduzione dei prezzi, si sta mostrando per ciò che è: un provvedimento dirigista (sulle situazioni presunte anticoncorrenziali è l’Antitrust a dover intervenire, non il Governo) ma soprattutto inutile, anzi dannoso.

Come scrive oggi Il Sole 24 Ore, la nuova misura “sta producendo i suoi effetti indesiderati”: a fronte di costi che comunque sostengono, i gestori stanno adeguando i piani tariffari rendendoli meno convenienti per i clienti, per compensare il mancato introito del costo di ricarica o della penale.
Tutto come previsto: e ora il Governo spera che basti un regolamento dell’Autorità per le comunicazioni a mettere ordine nel caos che si è creato.

In realtà, ridurre i costi per i clienti della telefonia mobile ed aumentare la trasparenza è possibile solo usando meccanismi di mercato, a partire dalla riduzione del peso fiscale sui contratti di telefonia mobile, in primis abolendo l’ingiustificato balzello della tassa di concessione sui contratti in abbonamento.”


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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