Questa medicina rischia di essere peggio della malattia

Di Benedetto Della Vedova da Libero del 25-02-2007 pag.9

Come si esce dalla crisi di governo? Con nuove elezioni o in altro modo? Da più parti si invoca la ‘grande coalizione” o qualcosa che ad essa molto somiglia. Ma oggi non siamo più al day after di un pareggio elettorale. Siamo al day alter del centrosinistra. Al suo completo fallimento politico, che il nuovo incarico di Prodi potrà solo ritardare. Poco c’entra in questo la legge elettorale, che quantomeno ha consentito a Prodi un ampia maggioranza alla Camera, in virtù del principio maggioritario. Se Prodi avesse voluto governare, doveva fare una scelta più netta: dentro le forze “riformiste” fuori quelle “massimaliste” : Avrebbe perso? E chi lo sa? Magari gli elettori avrebbero premiato un progetto di governo credibile, più di quanto non abbiano premiato una coalizione di posizioni non diverse, ma confliggenti, tenute insieme con la colla dell’antiberlusconismo.
Diciamolo: anche a noi che avremmo voluto molto di più, i cinque anni di Berlusconi appaiono oggi come un esempio di capacità e responsabilità dì governo. Una cosa da Italia e non da “italietta’:
La grande coalizione – a volerla prendere sul serio – dovrebbe passare dall’accordo tra Fi An (il nucleo del futuro `Partito delle Libertà’) e Ds-Dl (il nucleo del futuro “Partito democratico’), con la mediazione dell’Udc. Cioè da una sintesi paradossale tra le ragioni di quanti, a destra e a sinistra, tentano di strutturare forze politiche adeguate alla sfida bipolare, e le ragioni contrarie, sostenute dalla forza politica che più chiede il superamento del bipolarismo e della democrazia dell’alternanza. Uscire da una crisi politica per aggravare la crisi di sistema: questo significherebbe la grande coalizione. Noi pensiamo – credo con la stragrande maggioranza degli italiani – che il bipolarismo sia ormai l’irrinunciabile modus operandi della dialettica politica e della partecipazione democratica e solo su questa via è possibile immaginare un, magari graduale, rafforzamento della coesione delle coalizioni, a destra e soprattutto a sinistra.
Per questo, l’unica soluzione fisiologica e politicamente inattaccabile è quella di un ritorno immediato al voto. Senza drammi.
Al massimo, con una subordinata. Se, infatti, la sinistra non avesse contribuito ad affossare la riforma costituzionale della Cdl (con il superamento del bipolarismo paritario) e se il presidente Ciampi, durante la discussione della riforma elettorale nella scorsa legislatura, non si fosse opposto all’introduzione di un premio di maggioranza nazionale al Senato, oggi saremmo messi assai meglio: anzi, benissimo. Rebus sic stantibus, invece, il voto potrebbe portare di nuovo ad un paradossale “pareggio”al Senato anche in presenza di una vittoria elettorale consistente da parte di una coalizione. È possibile trovare l’accordo per un “governo-ponte” che, in pochi mesi, corregga la legge elettorale ed eventualmente, su di un piano costituzionale, estenda il voto al Senato ai diciottenni e attui qualche riforma, magari transitoria, in attesa del superamento del bipolarismo paritario? Non ci credo, ma se fosse così, bene.Altrimenti al voto subito, anche senza correzioni della legge elettorale. Meglio evitare un ‘governo di tutti; e quindi di nessuno, fondato sull’alibi dell’emergenza nazionale. Meglio diffidare di un governo di “buoni ed onesti” che commissarino la democrazia (ovviamente, per ‘il bene del Paese’). Le soluzioni ‘classiche’, da manuale, sono alla fine sempre le migliori: due mesi di campagna elettorale, si vota e vediamo chi vince.


Autore: Benedetto Della Vedova

Nato a Sondrio nel 1962, laureato alla Bocconi, economista, è stato ricercatore presso l’Istituto per l’Economia delle fonti di energia e presso l’Istituto di ricerca della Regione Lombardia. Ha scritto per il Sole24Ore, Corriere Economia, Giornale e Foglio. Dirigente e deputato europeo radicale, è stato Presidente dei Riformatori Liberali. Presidente di Libertiamo, è stato capogruppo di Futuro e Libertà per l'Italia alla Camera dei Deputati. Attualmente, è senatore di Scelta Civica per l'Italia.

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