LIBERTA’ PER KARIM AMER

Abdelkareem Nabil Soliman, più noto al popolo di Internet con il nome di Karim Amer, giovane blogger egiziano incarcerato nelle prigioni del paese arabo dal novembre scorso, è il nuovo simbolo della cruciale battaglia per la libertà di parola e di critica democratica nel mondo islamico. Per lui è stata lanciata una campagna di mobilitazione internazionale che il 15 febbraio prossimo registrerà manifestazioni di protesta contemporaneamente in varie capitali occidentali, fra cui Londra, New York, Parigi, Ottawa, Bucarest, Washington Dc e in altre città. A Roma la manifestazione si terrà giovedì 15 febbraio davanti all’ambasciata egiziana a partire dalle ore 19. In talia l’iniziativa è sostenuta, fra gli altri, da Gaetano Quagliarello, Daniele Capezzone e Antonio Martino che hanno inviato una lettera all’Ambasciata egiziana per chiedere rispetto per la vita e la libertà di Karim. "Il nostro obiettivo è quello di liberare le donne dalle catene che ostacolano la loro partecipazione alla vita sociale" : è per aver espresso questo tipo di opinioni, in cui si rivendicano maggiori diritti e più democrazia per le donne e gli uomini mussulmani, che lo studente ventiduenne Karim si trova in un carcere dal novembre scorso. E’ stato arrestato dopo che, convocato dal Pubblico Ministero di Alessandria d’Egitto per essere sottoposto a un interrogatorio in merito alle sue convinzioni politiche e religiose, si era rifiutato di ritrattare quanto aveva pubblicato sul suo blog. A oggi le autorità egiziane gli impediscono di vedere il suo avvocato e i membri della sua famiglia. Le organizzazioni egiziane per la difesa dei diritti umani temono per la sua sicurezza e affermano che, nella prigione di al-Hadra dove si trova detenuto, la sua vita è in pericolo. Karim è accusato dei seguenti delitti: diffusione di informazioni e voci sediziose che mettono a repentaglio la pubblica sicurezza; diffamazione del Presidente egiziano; incitamento al rovesciamento del regime per mezzo della propagazione dell’odio e del disprezzo nei suoi confronti; incitamento all’"odio" nei confronti ell’Islam e violazione della serenità della vita pubblica; inopportuna evidenziazione e pubblica diffusione di aspetti che danneggiano la reputazione dell’Egitto. Quasi 2.000 persone hanno inviato e-mail alle autorità egiziane e al Dipartimento di Stato degli Stati Uniti appellandosi per il rilascio di Karim. Finora, non vi è stata alcuna risposta. Amnesty International, Reporters Without Borders e la Arabic Network for Human Rights Information con sede al Cairo hanno chiesto il rilascio di Karim. Il caso è stato oggetto di reportage comparsi su BBC, International Herald Tribune, Agenzia Reuters, Guardian, Elaph e su centinaia di blog. La campagna di solidarietà è su FreeKareem.org Per informazioni in Italia: Alberto Mingardi, cell. 339.6021870 Per Appuntamento a Gerusalemme Anna Borioni, cell. 3281282138 Anita Friedman, cell. 3381836060


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