Sul tavolo dei volenterosi

Di Gianni Colacione

Io posso anche essere tacciato di velleitarismo o di essere un sognatore di un TERZO POLO LAICO RADICALE ANTIPROIBIZIONISTA E NONVIOLENTO ma registro che Daniele Capezzone , che pur mi ricordo perfettamente ci fu un tempo in cui senti la necessita’ di porre il problema della frammentazione eccessiva dei soggetti radicali, seppur in modo soft , mi pare in una sua relazione congressuale di due anni fa, ebbene costui mi sembra abbia puntato un po’ al ribasso. Capisco la frustrazione per la continua posizione di difesa da tenere per attutire le bordate provenienti dalla corazzata Pannellionky, macina-dissensi e spiana-individualita’, ma il ridursi a crearsi la propria matriosketta politica, oggi in gran vista come novita’ della politica, domani ennesima vittima del sistema partitocratico che non ammette defezioni, ebbene cio’ mi pare veramente ingenuo da parte di Daniele. Certo la soddisfazione di costringere anche i radicali a dover bussare alla porta per entrare nella sua nuova creatura politica capisco possa ripagarlo delle angherie subite di recente ma io mi aspettavo un progetto di maggiore portata. Come si porra’ il TAVOLO DEI VOLENTEROSI rispetto alle matrioske (soggetti) radicali? SAra’ l’ennesima costola del PRT come mi pare di aver gia’ percepito che sarebbe gradito a Pannella in cerca spasmodica di quote associative da attriuire poi a chi vuole lui ? E rispetto alla politica nazionale , stiamo assistendo alla nascita di una nuova lista come gia’ "nasato" da Direttore di RR? E questa lista dove’ si porrebbe in parlamento ossia potrebbe scegliersi un posto senza che al suo interno scoppiasse un prevedibilissimo dissenso generale, e fatale per la lista stessa, visto le svariate provenienze dei componenti ? Insomma la sindrome del "FAMOLO STRANO " ha colpito anche Daniele Capezzone, tutto sta a constatare quanta opinione pubblica resta non nauseata dai tanti precedenti tentativi di STRANEZZE POLITICHE gia’ proposti in passato che poi non hanno potuto, pena la loro sopravivenza, resistere all’omologazione partitocratica che e’ come una quota associativa da pagare per far parte del consesso della poltica italiana accaparratrice di poteri e poltrone e italicida in ogni sua azione.


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