Il problema della discriminazione giuridica delle coppie gay esiste e va affrontato.
Penso che sia giusto – anzi, doveroso – per i parlamentari della Cdl non correre in soccorso del Governo e approvare, così com’è, un disegno di legge giuridicamente scadente e politicamente modesto.
Però, per i liberali della Cdl sarebbe altrettanto giusto e doveroso non nascondersi dietro l’alibi dei “Dico” per negare la necessità di rimediare ad evidenti e incontestabili distorsioni del nostro ordinamento, a partire dalla discriminazione giuridica delle coppie omosessuali.
Oggi esse sono del tutto prive della possibilità di accedere ad istituti di garanzia e di tutela.

Quindi va studiata e inserita (con prudenza, certo, ma con determinazione) all’interno del nostro ordinamento civile una “formula contrattuale”, in grado di soddisfare per entrambi i partners l’esigenza di tutelare i rispettivi interessi e i reciproci impegni.
Sostenere invece che le coppie gay, per il fatto di non essere equiparabili ad una “famiglia tradizionale”, sono un problema giuridicamente inesistente, non è solo sbagliato, ma pesantemente e ulteriormente discriminatorio.